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Esselunga chiude il 2025 con vendite quasi stabili (+0,9%) e margini in forte crescita

Esselunga archivia il 2025 con una crescita contenuta dei ricavi ma un deciso rafforzamento della redditività, confermando una dinamica sempre più centrale nella distribuzione moderna: volumi sotto pressione, margini in recupero.

Il Consiglio di amministrazione dell’insegna di Limito di Pioltello (Mi) ha approvato il bilancio al 31 dicembre 2025, con vendite pari a 9,53 miliardi di euro (+0,9% rispetto al 2024), in un contesto competitivo caratterizzato da forte attenzione ai prezzi e consumi ancora deboli.

Prezzi competitivi, crescita limitata

L’incremento del fatturato resta contenuto, segno di una domanda ancora cauta. Esselunga sottolinea di aver mantenuto una politica di prezzi competitiva, con una riduzione di 0,8 punti percentuali rispetto al mercato nazionale, secondo le rilevazioni Nielsen. Un dato coerente con il contesto attuale: la leva prezzo resta centrale per sostenere i volumi, ma comprime la crescita nominale.

Per i fornitori, inclusa la filiera lattiero-casearia, significa continuare a operare in un ambiente dove la pressione promozionale e negoziale resta molto elevata.

Redditività in forte recupero: Ebitda al 7,6%

Il dato più rilevante del bilancio è il salto dei margini. L’Ebitda raggiunge 725,5 milioni di euro, pari al 7,6% delle vendite, in netto miglioramento rispetto al 6,0% del 2024. Anche depurando il dato dagli effetti straordinari (chiusura della raccolta premi), la redditività si attesta al 7,1%, comunque in forte crescita.

Ancora più marcato il miglioramento dell’Ebit, che sale a 294,7 milioni di euro (+80%), mentre l’utile netto quasi triplica, raggiungendo 163,8 milioni di euro (+193%). Un recupero significativo che segnala una maggiore efficienza operativa e una gestione più selettiva dei costi.

Investimenti e rete: crescita mirata

Sul fronte industriale, Esselunga continua a investire: 378,4 milioni di euro destinati allo sviluppo nel 2025. Il 2025 ha visto l’apertura di quattro nuovi punti vendita (Modena, Forlì, Bolzano e Novedrate), oltre a un negozio LaEsse a Milano. Parallelamente, prosegue il lavoro di razionalizzazione della rete, con chiusure e ristrutturazioni mirate. Una strategia che punta a rafforzare la presenza nelle aree più performanti, senza una crescita indiscriminata della superficie commerciale.

Il nodo filiera: margini retail in crescita, pressione a monte

Per il lattiero-caseario, il dato più interessante non è tanto la crescita delle vendite, quanto la dinamica dei margini. In un contesto di consumi deboli, la distribuzione riesce a recuperare redditività mantenendo al tempo stesso una politica di prezzi competitivi. Un equilibrio che inevitabilmente si riflette lungo la filiera con una pressione crescente sui fornitori, chiamati a sostenere promozioni, efficienza e competitività senza poter trasferire integralmente i costi.