enti & istituzioni

Maurizio Martina candidato alla guida della FAO: l’Italia punta a un posto di vertice nell’agenzia ONU

Il governo italiano ha ufficialmente candidato Maurizio Martina (foto) alla guida della FAO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura. L’annuncio è arrivato il 23 febbraio a Bruxelles, dove il vicepremier Antonio Tajani e il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida hanno tenuto un punto stampa congiunto a margine del Consiglio Agrifish. Per l’Italia si tratta di un tentativo di conquistare la guida di un’organizzazione multilaterale di rilievo che ha sede a Roma, obiettivo che il paese insegue da tempo senza mai essere riuscito a esprimere un direttore generale.

Chi è Maurizio Martina

Maurizio Martina, 46 anni, è stato ministro delle Politiche Agricole nei governi Renzi e Gentiloni tra il 2014 e il 2018, poi brevemente segretario del Partito Democratico. La sua esperienza ministeriale coincise con la preparazione e lo svolgimento dell’Expo 2015 di Milano e con una fase di ordinaria gestione del comparto, senza riforme strutturali di rilievo. Dopo la fine dell’esperienza di governo, è approdato alla FAO come vicedirettore generale, diventando il primo italiano a ricoprire quel ruolo nell’organizzazione.

L’aspetto più commentato dell’annuncio è la natura politicamente bipartisan della candidatura: un governo di centrodestra che promuove un esponente del centrosinistra. Lollobrigida ha presentato la scelta come una dimostrazione di maturità istituzionale, affermando che quando è in gioco l’interesse nazionale non si guarda all’appartenenza partitica. Sicuramente, Martina è il candidato disponibile con il profilo più spendibile all’interno della FAO.

Il sostegno è arrivato puntuale anche dall’opposizione: i deputati dem della commissione Agricoltura e Italia Viva hanno subito espresso appoggio, citando le competenze del candidato e il suo contributo all’Expo. Un’unanimità che più che rivelare una candidatura eccezionale segnala la convenienza comune nel sostenere un italiano in corsa per un posto di vertice.

La partita diplomatica

La vera incognita non è la figura del candidato ma il contesto in cui si gioca la selezione. Lollobrigida ha riconosciuto che ci saranno probabilmente altre candidature europee, e che l’obiettivo dell’Italia è ottenere una posizione unitaria dell’Unione. Convincere i partner a convergere su un nome italiano richiederà un lavoro diplomatico intenso nelle prossime settimane e mesi.

La FAO esprime storicamente una leadership che tiene conto degli equilibri geopolitici tra paesi donatori e beneficiari, e i candidati di regioni come America Latina, Africa o Asia godono spesso di un bacino di voti numericamente rilevante. L’attuale direttore generale, il cinese Qu Dongyu, è in carica dal 2019 e il suo mandato scadrà nel 2027. La strada verso la direzione generale della FAO è lunga e passa attraverso complesse mediazioni diplomatiche che si giocheranno ben oltre i confini europei.