ue-27
numeri, trend, fatti

UE, export lattiero-caseario in recupero a settembre: MENA in testa, Asia in chiaroscuro

Dopo un primo semestre con un calo export del 2%, in larga parte attribuito alla frenata dell’Algeria, il terzo trimestre 2025 Ue si chiude con un quadro più equilibrato, secondo il report Trade Data Monitor analizzato da Assocaseari. Le spedizioni sono rimaste complessivamente stabili, grazie a un forte rimbalzo in settembre che ha compensato le flessioni di luglio e agosto. A trainare il recupero di fine trimestre è stato soprattutto l’aumento dei volumi diretti verso Algeria e area MENA, mentre Giappone, Corea del Sud, Vietnam e, in misura minore, Stati Uniti risultano tra le principali destinazioni in contrazione nel solo mese di settembre.

Export: formaggi, burro e caseina tirano, SMP in ripresa

Formaggi. Dopo il calo di agosto, le esportazioni di formaggi sono rimbalzate in settembre, spinte in primo luogo dal Regno Unito, che si conferma sbocco fondamentale e assorbe da solo circa un terzo dell’export comunitario. Hanno contribuito alla crescita anche i Paesi MENA, l’Ucraina, il Canada e l’Australia, mentre le spedizioni verso Corea del Sud e Giappone hanno continuato a diminuire. Verso gli Stati Uniti, i volumi di settembre sono stati migliori rispetto alla contrazione del 23% registrata in agosto, tanto che il cumulato annuo si attesta ora solo al 2% sotto il livello dell’anno precedente. Nel complesso, Corea del Sud, Giappone, Cile e USA pesano negativamente sul terzo trimestre, ma il Regno Unito compensa gran parte della perdita su base annua.
Siero. Sul fronte siero e derivati, settembre è stato un mese di forte crescita, trainata dalla domanda cinese, che rimane il principale motore delle spedizioni UE. Volumi in aumento anche verso Regno Unito, India e Nigeria, con un impatto positivo sia sull’anno su anno di settembre sia sul cumulato. Da segnalare il ritorno al segno più per l’Indonesia, dopo mesi di contrazione (meno 21% da inizio anno).
Burro. Il burro ha registrato il sesto mese consecutivo di crescita dell’export, particolarmente evidente verso l’area MENA, dove i volumi ripartono da una base debole del 2024. Le spedizioni verso gli Stati Uniti sono diminuite del 4% su base annua in settembre: un calo legato soprattutto al confronto con i volumi “anticipati” del 2024 (frontloading). Su base cumulata, i flussi restano comunque quasi allineati all’anno precedente grazie proprio ai robusti volumi diretti agli USA, che compensano il calo verso MENA e Sud-Est asiatico.
Latte scremato in polvere (SMP). Dopo una performance deludente nel 2024, l’SMP comunitario ha messo a segno un forte recupero in settembre, con aumenti in quasi tutte le principali destinazioni. I volumi verso l’Algeria sono diminuiti solo dell’1%, un netto miglioramento rispetto al meno 19% del terzo trimestre e al meno 35% sul cumulato da inizio anno. Il grosso della crescita di settembre arriva da altri Paesi MENA (soprattutto Egitto, Marocco, Arabia Saudita) e dal Sud-Est asiatico. Proprio la richiesta di quest’ultima area, insieme a quella dell’Africa subsahariana, ha compensato nel cumulato le perdite nella regione MENA, in particolare verso Algeria e Yemen.
Caseina. Le esportazioni di caseina hanno confermato la loro solidità, chiudendo settembre con il quinto mese consecutivo di aumento. Gli Stati Uniti guidano la crescita nonostante il dazio aggiuntivo del 15%: rappresentano da soli il 28% dell’export UE di caseina e sono il principale contributore all’aumento cumulato. Incrementi si osservano anche verso mercati minori come Messico e Regno Unito.

Import UE: più formaggi, burro in rallentamento

Sul fronte delle importazioni, i volumi dei principali prodotti lattiero-caseari sono cresciuti in settembre, ma con un ritmo inferiore rispetto ai mesi precedenti.
Formaggi. Le importazioni di formaggio sono in aumento da marzo e hanno continuato a crescere anche in settembre, con quasi tutti i fornitori in progresso, ad eccezione del Regno Unito. La Nuova Zelanda è il paese che guadagna di più nel 2025, con circa 7.000 tonnellate aggiuntive, beneficiando del nuovo accesso preferenziale previsto dall’accordo commerciale UE–Nuova Zelanda.
Burro. Le importazioni di burro mostrano segnali di rallentamento: nonostante ulteriori 900 tonnellate in arrivo dagli Stati Uniti (pari al 27% delle importazioni UE), settembre registra una frenata dovuta a minori volumi da Regno Unito, Nuova Zelanda, Ucraina e Norvegia. L’aumento complessivo del terzo trimestre è stato trainato soprattutto dagli Stati Uniti (3.210 tonnellate), mentre sul cumulato annuo anche Ucraina e Nuova Zelanda restano fornitori rilevanti.
Burro anidro (butteroil). Dopo dodici mesi consecutivi di crescita, le importazioni di burro anidro hanno subito una battuta d’arresto in settembre. Il calo è guidato dalla Nuova Zelanda, solo in parte compensato da maggiori flussi dagli Stati Uniti (153 tonnellate), mentre il Regno Unito rimane sostanzialmente stabile.