Commissione Ue: consegne latte stabili nel 2025, lieve aumento della produzione casearia
“Tra le incertezze globali, i mercati agricoli dell’UE rimangono generalmente resilienti, con un aumento della produzione cerealicola, una forte ripresa della produzione di olio d’oliva, consegne di latte stabili e solide prospettive di produzione per il pollame. Frutta e verdura mostrano sviluppi diversi a causa di condizioni meteorologiche avverse; le prospettive di produzione sono in calo per lo zucchero, il vino e, in misura minore, per i ruminanti. Le instabilità geopolitiche, le sfide legate al clima e l’evoluzione delle politiche commerciali dei principali attori globali, come gli Stati Uniti e la Cina, rappresentano una minaccia per la stabilità dei mercati globali e dell’UE”.
Così scrive la commissione europea nell’edizione estiva della relazione sulle prospettive a breve termine per i mercati agricoli dell’UE, esaminando i principali elementi fondamentali che determinano le tendenze e le loro implicazioni per i settori delle colture arabili, delle colture specializzate e dei prodotti animali dell’UE.
I fondamenti del mercato
Nel contesto di condizioni economiche globali incerte per il 2025, con rischi derivanti da conflitti geopolitici e crescenti tensioni commerciali, le prospettive per l’economia UE mostrano una crescita inferiore rispetto alle previsioni precedenti, pari all’1,1 % nel 2025 e all’1,5 % nel 2026. Nel frattempo, l’inflazione alimentare dell’UE continua a essere superiore all’inflazione generale (3,1% rispetto al 2,2% di maggio), sebbene si osservi una certa stabilità – o addirittura deflazione – per alcune categorie di prodotti alimentari. Nonostante i livelli storicamente elevati, gli agricoltori dell’UE hanno recentemente registrato costi dei fattori di produzione stabili. I prezzi del petrolio dovrebbero scendere, anche se le tensioni in Medio Oriente potrebbero influire su questo. L’apprezzamento dell’euro rispetto al dollaro statunitense potrebbe ridurre i costi dei fattori di produzione importati, il che ridurrebbe lo svantaggio in termini di costi dell’UE rispetto ai principali concorrenti all’esportazione. D’altra parte, una moneta più forte potrebbe rendere le esportazioni dell’UE più costose. Le colture invernali presentano prospettive di resa promettenti; il protrarsi del periodo secco potrebbe avere un impatto sulle colture primaverili ed estive.
Consegne latte sostenute da condizioni favorevoli
Le consegne di latte nell’UE dovrebbero rimanere stabili nel 2025, sostenute da condizioni favorevoli dei pascoli, nonostante alcune variazioni specifiche per paese e focolai di malattie animali. La domanda stabile nel commercio al dettaglio e nella trasformazione dei prodotti alimentari sostiene i prezzi dei prodotti lattiero-caseari dell’UE. Nel complesso, si prevede una minore pressione sui margini dei produttori lattiero-caseari e un leggero aumento della produzione casearia dell’UE, anche se la concorrenza globale potrebbe limitare la crescita delle esportazioni.
I prezzi delle carni bovine nell’UE rimangono storicamente elevati. Con un previsto calo della produzione dovuto a mandrie più piccole, l’offerta potrebbe diventare più contenuta. Ciò potrebbe limitare le opportunità di esportazione mentre aumentano le importazioni. Infine, la produzione di carne ovina e caprina dell’UE potrebbe diminuire del 2 %, determinando un calo delle esportazioni di carne e un aumento delle importazioni in un contesto di prezzi elevati dovuti a un’offerta ristretta e a una domanda stabile.
