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Canada e Nuova Zelanda: raggiunto l’accordo sui prodotti lattiero-caseari

Canada e Nuova Zelanda hanno trovato un accordo “mutuamente soddisfacente” alla lunga disputa sull’accesso ai prodotti lattiero-caseari, secondo quanto annunciato dal governo canadese in una dichiarazione diffusa giovedì.

“Questo accordo, negoziato in stretta consultazione con gli operatori canadesi del settore lattiero-caseario, comporterà alcune modifiche minori alle politiche di amministrazione delle TRQ (quote tariffarie) del Canada, senza tuttavia modificare gli impegni di accesso al mercato del Paese”, hanno dichiarato in un comunicato congiunto il Ministro del Commercio Internazionale Maninder Sidhu e quello dell’Agricoltura, Heath MacDonald.

Il Ministro del Commercio della Nuova Zelanda, Todd McClay, ha aggiunto che il suo governo è soddisfatto della risoluzione della controversia e che agli esportatori neozelandesi è ora garantito un migliore accesso al mercato canadese. “L’accordo di oggi rafforza il sostegno a un sistema commerciale basato su regole”, ha sottolineato McClay.

Canada e Nuova Zelanda: le tappe della controversia

La Nuova Zelanda aveva avviato una procedura contro il Canada nel maggio 2022, sostenendo che l’applicazione delle quote tariffarie sui prodotti lattiero-caseari nell’ambito dell’Accordo globale e progressivo per il partenariato transpacifico (CPTPP) fosse contraria alle regole dell’accordo stesso.

In base all’intesa raggiunta, il Canada si è impegnato ad apportare modifiche commercialmente significative alle modalità di amministrazione delle proprie quote lattiero-casearie nell’ambito del CPTPP. Si tratta di cambiamenti tecnici delle politiche, limitati esclusivamente alle quote regolamentate secondo i termini del CPTPP, in ossequio alla legge che impedisce di aumentare i contingenti di importazione su latticini, uova e pollame nei negoziati commerciali in corso e in quelli futuri.

Il sistema di gestione dell’offerta del Canada, che dagli anni 70 controlla rigorosamente l’offerta di latte, uova e pollame attraverso la limitazione della produzione e l’imposizione di dazi sulle importazioni, è diventato un punto critico nei negoziati commerciali in corso con gli Stati Uniti.