Mercosur: le reazioni del mondo agricolo e politico, sulle due sponde dell’oceano
Dopo anni di negoziati, il 6 dicembre è stato siglato l’accordo di partenariato fra l’Ue e il Mercosur con un pilastro politico e di cooperazione e un pilastro commerciale, che saranno probabilmente separati per arrivare a una più veloce applicazione. Questa firma rappresenta infatti solo il primo passo nel processo. L’accordo commerciale di base potrebbe essere accelerato con l’approvazione di una maggioranza semplice e di una maggioranza qualificata dei governi Ue, ossia di 15 Paesi che rappresentano almeno il 65% della popolazione dell’UE. Per bloccare questo processo, almeno quattro membri dell’Ue che rappresentano più del 35% della popolazione europea dovrebbero opporsi.
Il fronte dei contrari vede in prima fila la Francia, che potrebbe trovare il sostegno di Austria, Polonia, Irlanda, Italia e Paesi Bassi. La Germania, la Spagna e altri nove membri dell’UE, che insieme ospitano circa il 40% della popolazione europea, hanno sollecitato i negoziatori a raggiungere un accordo quest’anno. L’attuazione dell’accordo politico più ampio tra i blocchi commerciali, comprese le nuove regole per gli investimenti transfrontalieri, richiederà probabilmente l’approvazione dei parlamenti nazionali dei 27 Paesi membri dell’UE – un processo molto più lungo.
Il parere di Eda
L’European Dairy Association si è espressa ufficialmente con una nota: “EDA applaude lo storico accordo commerciale tra l’Unione europea e il Mercosur, che segna un traguardo significativo dopo due decenni di negoziati. Questo accordo, che coinvolge oltre 780 milioni di cittadini, evidenzia l’impegno dell’UE nel promuovere un solido commercio internazionale e una crescita economica reciproca”.
“Elogiamo gli sforzi eccezionali della Commissione europea”, ha affermato Alexander Anton, Segretario generale dell’EDA. “Nell’attuale difficile contesto internazionale e nell’arena commerciale, questa è una vera svolta che sottolinea le ambizioni commerciali dell’UE e le straordinarie prestazioni dei suoi team di negoziazione”. Eda analizza anche il contesto dairy: “Da una prospettiva lattiero-casearia, tutti e 4 i paesi che formano l’area del Mercosur hanno una grande cultura lattiero-casearia, con un tasso di autosufficienza tra il 98% e il 281%. Finora, il commercio lattiero-caseario ha avuto luogo principalmente
all’interno della regione del Mercosur. Le importazioni di formaggio e polvere dall’UE non hanno raggiunto un volume significativo. Ma è qui che risiedono le opportunità. La firma di questo accordo consentirà a entrambe le parti di lavorare all’implementazione finale e garantire un accesso senza ostacoli per le nostre esportazioni lattiero-casearie europee, compresa la riduzione e l’abolizione delle tariffe e delle barriere non tariffarie. Le tutele legali adottate per proteggere oltre 350 prodotti alimentari e bevande europei di alta qualità come Fromage de Herve (Belgio) o Comté (Francia), dalle imitazioni nei paesi del Mercosur rafforzeranno anche la meritata reputazione di alta qualità di tutti i prodotti lattiero-caseari europei”.
Mercosur: come la vedono le organizzazioni agricole italiane
“La parte agricola dell’accordo con il Mercosur è economicamente sbilanciata ed è ingiusta a causa delle differenze degli standard di produzione. Si tratterebbe nei fatti di una minaccia diretta per il modello agricolo europeo, anche a causa degli effetti cumulativi con altri accordi commerciali. La nostra produzione di carni bovine e avicole, nonché la produzione di zucchero subirebbero contraccolpi importanti”. Così il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti.
Coldiretti e Filiera Italia hanno rilasciato una nota di commento, in cui si legge: “Al danno si aggiunge la beffa. Non contenta di aver siglato il peggiore degli accordi possibili con il Mercosur per la filiera agroalimentare europea aprendo la porta a prodotti con standard di sicurezza e qualitativi inferiori ai nostri, la presidente della Commissione von der Leyen raggiunge il paradosso annunciando un fondo europeo di 1,8 miliardi per facilitare la transizione verde e digitale dei paesi del Mercosur. Con buona pace del consumatore europeo ed italiano svenduto alle logiche mercantili di accordi conclusi oltre qualsiasi forma di democrazia”.
Anche Copa Cogeca, che rappresenta agricoltori e cooperative agricole europee, ha espresso forte contrarietà: “Pur comprendendo la necessità di rafforzare le relazioni commerciali, questo non deve avvenire a spese del settore agricolo europeo. Gli agricoltori dell’UE sono già sotto pressione a causa di condizioni climatiche difficili e costi elevati. L’afflusso di prodotti a basso costo dal Mercosur rischia di saturare il mercato, compromettendo redditi e competitività. Chiediamo un accordo equo e sostenibile che non usi il settore agricolo come merce di scambio.”
Mercosur, il ministro Lollobrigida: “Non condivido i trionfalismi”
Il ministro dell’Agricoltura italiano, Francesco Lollobrigida, affida a Facebook le sue valutazioni: “Riguardo al Mercosur, non condivido i trionfalismi su un ipotetico accordo che, pur avvantaggiando alcuni settori strategici, ne penalizza altri che lo sono analogamente. La posizione del nostro Governo è chiara: l’approvazione del trattato è vincolata ad adeguate garanzie su reciprocità, protezione delle nostre produzioni e compensazione per eventuali danni che settori del mondo agricolo potrebbero subire. Questo accordo giunge in un momento critico per entrambe le parti e offre opportunità per importanti guadagni reciproci attraverso il rafforzamento della cooperazione geopolitica, economica, di sostenibilità e di sicurezza”.
I paesi Ue
Germania, Portogallo e Spagna sono i tre paesi che maggiormente sostengono il Mercosur e hanno applaudito con forza all’intesa raggiunta il 6 dicembre. “L’Unione Europea vuole isolarsi? O è interessata, nel particolare contesto geopolitico che stiamo vivendo, e soprattutto dopo le elezioni americane, ad ampliare la rete di accordi commerciali con Paesi terzi per mantenere anche la nostra influenza economica e commerciale? Credo che la risposta sia molto chiara”, ha dichiarato Luis Planas Puchades, ministro dell’Agricoltura spagnolo.
Il settore agricolo del Sudamerica
Il settore agricolo del Sud America ha festeggiato l’accordo di libero scambio, anche se gli agricoltori hanno affermato di voler vedere i dettagli dell’accordo (ancora non noti, ndr). “Qualsiasi apertura di mercato è favorevole, penso che sia un’opportunità, ma bisogna guardare i dettagli, quali sono le condizioni”, ha detto a Reuters Carlos Castagnani, presidente delle Confederazioni rurali argentine. “Dobbiamo garantire che il nostro modo di produrre venga rispettato”. L’Argentina è il principale esportatore mondiale di soia lavorata, il terzo per il mais e un fornitore chiave di grano e carne bovina.
Gli agricoltori e gli esportatori sudamericani sono desiderosi di avere un maggiore accesso all’enorme mercato europeo. Tuttavia, i timori che le clausole ambientali limiteranno il commercio e l’opposizione di alcuni paesi dell’UE all’accordo hanno smorzato le aspettative. Tra le richieste europee ci sono infatti limiti all’uso di semi geneticamente modificati e alla deforestazione, che sono state pratiche comuni in Sud America negli ultimi decenni. L’accordo è importante affinché i produttori del Sud America rimangano competitivi, con le principali economie di tutto il mondo che minacciano politiche protezionistiche, ha affermato Pedro Galli, membro dell’Associazione rurale del Paraguay, un importante esportatore di soia. Tuttavia, Hector Cristaldo, presidente della principale associazione dei produttori di soia paraguaiani, ha chiesto calma mentre il testo finale viene finalizzato e ha sottolineato la complessità del processo di ratifica che attende l’accordo.
