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Mercosur: Von der Leyen firma l’accordo. “Farà risparmiare alle aziende Ue 4 miliardi di euro di dazi”

Tutto è stato chiaro ancora prima dell’ufficialità, non appena si è appreso del viaggio lampo di Ursula von der Leyen a Montevideo: dopo oltre 20 anni si è concluso con una firma l’accordo tra l’Unione europea e i quattro paesi del Mercosur. Come annuncia il comunicato ufficiale di Bruxelles: “La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e i suoi omologhi di quattro paesi del Mercosur, ossia il presidente brasiliano Luìz Inàzio Lula da Silva, il presidente argentino Javier Milei, il presidente paraguaiano Santiago Peña e il presidente uruguaiano Luis Alberto Lacalle Pou, hanno concluso i negoziati per la realizzazione di un accordo di cooperazione con il Mercosur”. Questa firma mette fine ad una prima, lunghissima parte di trattative che hanno coinvolto decine di governi su entrambe le sponde dell’Atlantico. Questo non significa ancora che il trattato entrerà in vigore ma è chiaro che l’accelerazione è legata anche all’arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca. “Questo accordo”, sottolinea la nota di Bruxelles, giunge in un “momento cruciale per entrambe le parti e offre l’opportunità di ottenere importanti vantaggi reciproci attraverso il rafforzamento della cooperazione geopolitica, economica, di sostenibilità e di sicurezza.

Mercosur, Von der Leyen: “Il più grande accordo di sempre per quanto riguarda la protezione dei prodotti alimentari e delle bevande dell’Ue”

“E’ un accordo win-win, che porterà vantaggi significativi ai consumatori e alle aziende, da entrambe le parti. Ci concentriamo sull’equità e sul reciproco vantaggio. Abbiamo ascoltato le preoccupazioni dei nostri agricoltori e abbiamo agito di conseguenza”, ha spiegato Von der Leyen. “Un accordo ambizioso e equilibrato, il più grande accordo di sempre per quanto riguarda la protezione dei prodotti alimentari e delle bevande dell’Ue. Più di 350 prodotti europei sono ora protetti da un’indicazione geografica. Inoltre, i nostri standard sanitari e alimentari europei rimangono intoccabili. Gli esportatori del Mercosur dovranno attenersi rigorosamente a questi standard per accedere al mercato Ue. Questa è la realtà di un accordo che farà risparmiare alle aziende Ue 4 miliardi di euro di dazi all’esportazione all’anno”.

La conclusione dei negoziati tra Bruxelles e il Mercosur è solo la prima parte della battaglia, considerata la netta contrarietà del presidente Emmanuel Macron e non solo. Tanto che Parigi, per bocca della ministra dimissionaria al Commercio Estero Sophie Primas, ha commentato: “L’accordo impegna solo la Commissione, non gli Stati membri”. Il fronte dei contrari non comprende solo la Francia ma anche Polonia e Austria, cui si aggiungono i forti dubbi dell’Italia e le riserve di Olanda e Irlanda.
“L’intesa porta più posti di lavoro e grandi opportunità”, ha sottolineato von der Leyen. L’accordo punta a creare un mercato unico da 700 milioni di persone, elimina le tariffe su oltre il 90% dei beni esportati e importati tra Ue e Mercosur, prevede il rispetto degli accordi di Parigi sul clima, un freno di emergenza in caso di eccessivo aumento dell’import agro-alimentare e una dotazione da 1 miliardo di euro per compensare eventuali danni alle imprese rurali.

I tempi, comunque, non sono brevi: per le limature giuridiche e la traduzione del testo si prevedono circa 6-8 mesi. In questo periodo la Commissione tratterà con i Paesi contrari e dubbiosi, probabilmente anche attraverso il sistema delle compensazioni parallele. Inoltre, Bruxelles potrebbe seguire la strada già intrapresa con Cile, Canada o Giappone, optando per un’approvazione provvisoria dell’accordo, separando la parte commerciale da quella politica. In questo caso, per il via libera serve la maggioranza qualificata del Consiglio Ue. Oltre che dal Consiglio Ue l’intesa va approvata anche dall’Eurocamera dove, avvertono i Verdi, “è difficile che ci sia una maggioranza”. I documenti ufficiali saranno pubblicati online a breve. Dopo la verifica legale finale da parte di entrambe le parti, il testo sarà in tutte le lingue ufficiali dell’Ue, per poi essere presentato al Consiglio e al Parlamento.