esteri

Donald Trump è il 47esimo presidente degli Stati Uniti. Quali saranno le sue politiche per l’agroalimentare?

Alla fine, l’ha spuntata lui: Donald Trump è 47esimo presidente degli Stati Uniti, dopo esserne già stato il 45esimo. Il tycoon, superando la soglia dei 270 grandi elettori necessari per essere eletti alla Casa Bianca, ha battuto la sfidante democratica Kamala Harris, vice dell’ex presidente Jo Biden. Alla festa repubblicana di Palm Beach, dopo la vittoria, Trump ha promesso “una nuova età dell’oro”. Secondo gli analisti, uomini, latinos, giovani e la classe media del Mid West sono i principali fautori della vittoria del neo presidente. Mai come questa volta le questioni legate al settore agroalimentare sono state centrali nella campagna elettorale. Ecco una sintesi delle posizioni espresse da Trump su cibo e agricoltura e di quelle che si possono ricavare da quanto accaduto nel corso della sua prima presidenza.

Donald Trump e l’inflazione

Donald Trump non ha intenzione di avviare una politica sui prezzi. Piuttosto, ha spesso indicato quelli elevati dei prodotti alimentari come un sintomo dei fallimenti economici dell’amministrazione Biden-Harris. L’ex presidente sostiene che le politiche di spesa dell’amministrazione hanno contribuito all’inflazione, rendendo più costosi i beni di uso quotidiano come i generi alimentari. Al contrario, ha affermato che le sue proposte economiche più ampie, tra cui la riduzione dei costi energetici, l’abbassamento delle tasse e la deregolamentazione delle industrie, faranno scendere i prezzi dei prodotti alimentari al supermercato. Secondo Trump i costi energetici più bassi, in particolare, farebbero scendere i prezzi dei prodotti alimentari. Trump ha promesso inoltre di abbassare i prezzi del gas, suggerendo che un carburante più economico ridurrebbe i costi in generale, dai generi alimentari all’alloggio.

Cambiamenti climatici e agricoltura sostenibile

Durante la sua scorsa presidenza, Trump non ha mostrato particolare interesse al tema del cambiamento climatico ma, anzi, ha adottato un approccio deregolamentato, mirando a ridurre l’onere delle normative ambientali sugli agricoltori. La sua amministrazione ha ritirato diverse politiche dell’era Obama, tra cui la norma Waters of the United States (WOTUS), che aveva ampliato la supervisione federale dei corsi d’acqua che avevano un impatto sulle aziende agricole. Trump ha sostenuto che tali normative erano eccessivamente restrittive e dannose per i mezzi di sostentamento degli agricoltori, in particolare delle piccole e medie aziende agricole familiari. Il suo obiettivo è aumentare la produttività agricola ed espandere le opportunità economiche senza legare questi obiettivi alla sostenibilità ambientale. L’amministrazione Trump si è anche ritirata dall’accordo di Parigi sul clima.

Sussidi agli agricoltori

Trump, nel suo primo mandato, ha fornito un ampio sostegno finanziario agli agricoltori, in particolare durante la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina, che ha avuto un impatto significativo sull’agricoltura americana. In risposta alle tariffe di ritorsione sulle esportazioni agricole statunitensi, l’amministrazione Trump ha approvato miliardi di dollari di aiuti agli agricoltori per mitigare le ricadute economiche. Questa assistenza diretta, amministrata tramite programmi come il Market Facilitation Program, è stata una forma di sostegno a breve termine destinata agli agricoltori che affrontavano il calo delle entrate dalle esportazioni. Trump si è posizionato come un forte sostenitore della comunità agricola, concentrandosi sulla protezione dei loro interessi economici tramite accordi commerciali e sostegno finanziario.

Dazi, politiche commerciali e agroalimentare

La presidenza di Trump è stata caratterizzata da un approccio protezionistico al commercio, che ha visto la rinegoziazione degli accordi commerciali e l’imposizione di dazi. Una delle azioni più significative che hanno interessato l’agricoltura è stata la guerra commerciale con la Cina. In risposta alle tariffe statunitensi, la Cina ha imposto tariffe di ritorsione su prodotti agricoli chiave come soia, mais e maiale, che hanno avuto un impatto grave sugli agricoltori americani. Sebbene Trump abbia infine negoziato un accordo con la Cina, l’incertezza della guerra commerciale ha causato notevoli sconvolgimenti nel settore agricolo e gli agricoltori hanno iniziato a dipendere dagli aiuti governativi.

Donald Trump: la questione immigrazione

L’amministrazione Trump ha adottato un approccio rigoroso riguardo all’applicazione delle leggi sull’immigrazione con implicazioni dirette per il settore, molto legato alla manodopera straniera, in particolare per la semina, la raccolta e la lavorazione dei prodotti agricoli.