Regno Unito, consegne di latte +6,8% in ottobre: boom produttivo e prezzi all’ingrosso in picchiata
Il Regno Unito resta uno dei fronti più caldi della correzione in atto sui mercati lattiero-caseari. Secondo la “October 2025 dairy market review” di AHDB, le consegne di latte in Gran Bretagna hanno raggiunto in ottobre circa 1.100 milioni di litri, con un incremento del 6,8% rispetto allo stesso mese del 2024. La media giornaliera si è attestata a 35,48 milioni di litri.
Per l’intera stagione lattiera 2025/26 (aprile-ottobre) in Regno Unito, AHDB stima 7.661 milioni di litri, pari a un +5,5% sullo stesso periodo dell’anno precedente. Le forniture di latte stanno correndo ben al di sopra della media quinquennale: per l’anno in corso, le consegne di GB risultano superiori del 5,3% a quelle del 2024, mentre l’intero Regno Unito è avanti di circa il 6%. Alla dinamica contribuisce in maniera significativa anche l’Irlanda del Nord, con consegne in forte crescita nella primavera-estate.
Il contesto di redditività spinge ancora la produzione: il rapporto prezzo latte/prezzo mangimi (milk to feed price ratio) rimane in “zona espansione”, incentivando gli allevatori a massimizzare le rese. Allo stesso tempo, però, le ultime comunicazioni di prezzo per novembre segnalano un’inversione di rotta netta, con diversi trasformatori che annunciano tagli importanti ai listini alla stalla, in alcuni casi fino a 8 penny per litro sui contratti formaggio.
La pressione maggiore si osserva sui mercati all’ingrosso. AHDB parla di prezzi delle commodity “fortemente colpiti dall’eccesso di offerta”, con un ottobre che ha approfondito la correzione avviata in settembre. Il burro ha perso 860 sterline la tonnellata nel solo mese di ottobre, dopo i 500 sterline già lasciati sul terreno il mese precedente, mentre il prezzo medio del Cheddar “mild” è sceso di altre 310 sterline la tonnellata, in un mercato definito “sottile” e fortemente competitivo.
La combinazione di latte abbondante, scorte elevate e prodotto europeo poco competitivo rispetto alle offerte scontate dagli Stati Uniti sta mettendo sotto stress i bilanci dei trasformatori, che devono liberare magazzini prima della fine dell’anno ma esitano a vendere a prezzi troppo bassi per non compromettere le relazioni commerciali di lungo periodo.
Per gli operatori continentali, il caso UK è un indicatore importante: in un mercato aperto, le difficoltà dei trasformatori britannici e la caduta dei prezzi del burro e del Cheddar contribuiscono a un contesto europeo complessivamente ribassista, con ripercussioni anche sugli scambi intra-UE e sulle opportunità di export extra-europee.
