Nuova Zelanda, export in calo nell’ultimo mese della stagione
Le esportazioni della Nuova Zelanda sono diminuite a maggio, ultimo mese della stagione 2024/25, con perdite registrate per tutte le principali categorie di prodotti, ad eccezione di formaggio e butteroil, secondo il report Trade Data Monitor analizzato da Assocaseari. La flessione è stata trainata principalmente dal Sud-est asiatico, in particolare dall’Indonesia, dopo una solida base comparativa nel 2024. Nonostante i forti cali nella regione MENA (principalmente Algeria), le esportazioni totali da inizio stagione sono rimaste vicine ai livelli dell’anno scorso, sostenute da maggiori spedizioni verso Indonesia, UE, Sri Lanka, Cina, Giappone e Corea del Sud.
Nuova Zelanda: i flussi dei prodotti

I flussi di WMP dalla Nuova Zelanda, dopo una leggera ripresa ad aprile, a maggio si sono indeboliti significativamente, soprattutto verso il Sud-est asiatico, l’area MENA e la Cina. Nell’intera stagione, i volumi sono diminuiti del 6%, principalmente a causa della riduzione delle spedizioni verso l’Algeria e, in misura minore, la Cina. Gli aumenti verso il Sud-est asiatico e lo Sri Lanka hanno parzialmente compensato questo calo.
L’export di SMP a maggio ha registrato un calo dopo tre mesi di crescita, ma la stagione si è chiusa comunque leggermente al di sopra della precedente grazie alla forte domanda cinese. Tuttavia, in questa stagione non è stato spedito SMP in Algeria (contro le 6.700 tonnellate del 2023/24 e le 23.000 tonnellate del 2022/23). Un aumento dei volumi è stato registrato in Indonesia e Filippine.
Le esportazioni di formaggio, hanno segnato il nono aumento mensile consecutivo a maggio, trainato dalla domanda cinese. I volumi spediti durante la stagione sono aumentati del 18% vs. la stagione precedente, con incrementi in tutte le principali destinazioni, ad eccezione dell’Australia. L’export verso la UE ha subito un rallentamento da marzo, attestandosi a un totale di 7.000 tons per la stagione.
I flussi di burro, in continua crescita da settembre 2024, a maggio sono diminuiti a causa della minore domanda proveniente dal Sud-est asiatico. La Cina ha guidato la crescita stagionale, compensando i cali nel Sud-est asiatico, in Giappone e in Canada. Anche Stati Uniti, UE e Corea del Sud hanno aumentato le importazioni. Gli Usa ora sono il quarto mercato di burro neozelandese, con l’8% del mercato.
L’export di butteroil a maggio è aumentato, trainato dalla domanda UE (18% della domanda). Nonostante la crescita registrata tra aprile e maggio, le esportazioni stagionali sono diminuite del 7%, in gran parte a causa del crollo della domanda statunitense (da 15.000 a meno di 1.700 tons).
