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Arla: più incentivi climatici agli allevatori. In Svezia cala la domanda di latte premium

Arla rafforzerà dal 2027 il programma FarmAhead Incentive. Negli stessi giorni, Arla Sweden ha annunciato che 52 aziende non potranno più conferire latte nelle categorie biologica o Arla Ko 3.0 a causa di una domanda insufficiente per le referenze premium. Sono due decisioni diverse, ma imettono a fuoco un nodo centrale: come finanziare gli investimenti in azienda quando il mercato finale non sempre riconosce il prezzo necessario.

Due decisioni prese da Arla a pochi giorni di distanza raccontano due facce dello stesso problema. Da una parte, la cooperativa aumenta gli incentivi economici destinati agli allevatori che adottano determinate pratiche ambientali. Dall’altra, in Svezia, riduce il numero di aziende dalle quali acquisterà latte biologico o prodotto secondo uno standard di welfare e sostenibilità perché la domanda non è sufficiente ad assorbire l’offerta. Le due misure riguardano programmi diversi e non vanno confuse. Ma mostrano molto bene la questione economica che accompagna la “transizione verde”.

FarmAhead vale di più

Dal 2027 Arla realizzerà un aggiornamento del FarmAhead Incentive, introdotto nel 2023. I punti disponibili passeranno da 84 a 111 e il valore di ciascun punto salirà da 0,03 a 0,04 centesimi di euro per kg di latte, con un incremento del 33%. Entreranno inoltre sei nuove aree di intervento: foraggi, trattamento degli effluenti, biocarburanti, fertilizzanti a minore impronta carbonica, riduzione del metano delle bovine al pascolo e selezione genetica. Saranno rivisti anche i criteri relativi a efficienza alimentare, utilizzo dei fertilizzanti, efficienza proteica e pascolo. Il principio del modello è semplice: determinate azioni documentate generano punti e i punti incidono sul prezzo del latte ricevuto dagli allevatori. Il sistema resta all’interno dell’attuale tetto massimo di 3 centesimi di euro/kg redistribuibili attraverso FarmAhead e Arla stima in fino a 550 milioni di euro l’anno le risorse complessivamente collegate al programma.

Ma il consumatore paga di più?


In Svezia, contemporaneamente, Arla ha deciso di ridurre la quantità di latte acquistata nelle categorie a maggiore valore aggiunto. Sono coinvolte 52 aziende agricole: 29 biologiche e 23 aderenti ad Arla Ko 3.0, programma che prevede standard superiori per benessere animale e sostenibilità. Le aziende potranno continuare a conferire latte convenzionale ad Arla, ma al termine dei dodici mesi di preavviso non avranno più accesso alla specifica remunerazione legata a quelle categorie. La motivazione data da Arla Sweden è la distanza tra offerta e domanda. “Molti consumatori non sono disposti a pagare il costo dei prodotti a base di latte biologico”, ha spiegato il responsabile media Max Wallenberg. La società precisa che il caso svedese non va automaticamente esteso agli altri mercati e che Arla continua a essere il maggiore produttore mondiale di dairy biologico.

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