Cina: import dairy a -35%, nel mese di luglio. Per i formaggi +16% da inizio anno
Dopo gli aumenti registrati in tutti i mesi del secondo trimestre, a luglio le importazioni lattiero-casearie della Cina tornano a frenare bruscamente. WMP, siero e SMP guidano il calo, ma il quadro sui primi sette mesi è molto più articolato: formaggi +16%, burro +12% e WMP +3%. La domanda cinese si conferma sempre più selettiva per categoria.
Brusca frenata a luglio per le importazioni lattiero-casearie della Cina. Dopo un secondo trimestre caratterizzato da aumenti in ogni mese, i volumi acquistati dall’estero sono diminuiti del 35% in Milk Equivalent rispetto a luglio 2025, secondo il report Trade Data Monitor analizzato da Assocaseari.
Il calo ha interessato quasi tutte le principali categorie e ha riportato il bilancio complessivo dei primi sette mesi dell’anno circa il 5% sotto i livelli del 2025. Ma dietro il dato aggregato emerge un mercato molto meno uniforme: mentre polveri, siero e lattosio continuano a mostrare debolezza, formaggi e burro mantengono una crescita significativa da inizio anno. Più che un mercato dairy che cresce o diminuisce nel suo complesso, la Cina appare così sempre più come un insieme di mercati differenti.
Cina: formaggi -30% a luglio, ma +16% nei sette mesi
È proprio il formaggio a offrire uno degli esempi più evidenti della distanza fra il dato mensile e la tendenza accumulata nel corso dell’anno. A luglio la Cina ha importato 13.335 tonnellate di formaggi, il 30% in meno rispetto allo stesso mese del 2025. La flessione arriva dopo la crescita registrata a giugno ed è dovuta soprattutto alla riduzione dei volumi provenienti dalla Nuova Zelanda.
Il bilancio gennaio-luglio rimane però nettamente positivo: 134.908 tonnellate, +16% sull’anno precedente. A sostenere l’aumento sono state maggiori forniture provenienti non soltanto dalla Nuova Zelanda, ma anche da Australia, Unione europea e Regno Unito.
Un andamento che distingue chiaramente il formaggio da altre importanti componenti dell’import dairy cinese e suggerisce una domanda che non si sta semplicemente contraendo, ma sta evolvendo in maniera diversa a seconda dei prodotti.
Polveri e siero continuano a soffrire
Molto più debole resta infatti il quadro delle commodity tradizionalmente centrali negli acquisti cinesi. Le importazioni di SMP sono diminuite del 19% a luglio, a 11.188 tonnellate, portando il bilancio dei primi sette mesi a 123.175 tonnellate, -20%. Si tratta del tredicesimo mese consecutivo di flessione. La Nuova Zelanda ha contribuito maggiormente al calo, ma sono diminuiti anche gli acquisti da Australia e Unione europea.
Per il siero la contrazione è stata del 31% a luglio, a 47.639 tonnellate, mentre nei primi sette mesi il calo si limita al 7%, con 367.738 tonnellate. A luglio la riduzione ha interessato in particolare le forniture europee e statunitensi; da inizio anno, tuttavia, gli arrivi dagli Stati Uniti risultano in crescita e compensano in parte la forte flessione dell’UE.
Deboli anche lattosio, -59% nel mese e -29% da gennaio, e latte, rispettivamente -16% e -8%. Proprio mentre riduce fortemente gli acquisti di SMP, la Cina sta aumentando le proprie esportazioni della stessa categoria: nei primi sette mesi i volumi esportati risultano quasi raddoppiati, +94%, pur restando molto contenuti rispetto alla dimensione dell’import.
WMP: il crollo di luglio non cancella la crescita annuale
Il dato più vistoso del mese riguarda il latte intero in polvere, con appena 19.489 tonnellate importate e una contrazione del 48%. Anche in questo caso, però, il confronto annuale restituisce un quadro differente. Dopo quattro mesi di crescita, nei primi sette mesi le importazioni raggiungono 300.782 tonnellate, +3% sul 2025.
Resta inoltre una categoria fortemente concentrata: circa il 94% dei volumi proviene dalla Nuova Zelanda, circostanza che rende l’andamento mensile particolarmente sensibile alle tempistiche delle spedizioni e degli acquisti.
Burro ancora in crescita
In controtendenza il burro, che prosegue l’espansione già osservata per quasi tutto il 2026. A luglio le importazioni sono aumentate del 13%, raggiungendo 9.162 tonnellate; nei primi sette mesi sono salite a 75.188 tonnellate, +12%, nonostante il confronto con un 2025 nel quale gli acquisti avevano già raggiunto il record di 113mila tonnellate. La Nuova Zelanda rimane il principale fornitore, ma a giugno e luglio sono aumentati anche i volumi provenienti dall’Unione europea.
Crescono inoltre le caseine e i caseinati, +34% a luglio e +13% nei primi sette mesi, mentre il butteroil, dopo una forte flessione mensile, mantiene un +5% da gennaio.
