esteri

Accordi commerciali: Mercosur in vigore dal 1° maggio. UE accelera su USA e Australia

Il Parlamento europeo rilancia l’accordo con gli Stati Uniti introducendo clausole di salvaguardia. Intanto il Mercosur entra nella fase operativa dal primo maggio e l’intesa con l’Australia si avvicina alla chiusura. Ecco le ultime notizie in tema di accordi commerciali, un quadro complessivo che evidenzia una fase di forte ridefinizione degli equilibri.

Accordo UE-USA, via libera con condizioni stringenti

Il Parlamento europeo riapre il dossier sull’accordo commerciale con gli Stati Uniti, noto come accordo di Turnberry. Il 19 marzo la Commissione Commercio Internazionale ha approvato il regolamento attuativo, rimettendo in moto un processo rimasto fermo per mesi a causa dell’incertezza sulle politiche tariffarie statunitensi. Il via libera è accompagnato da condizioni vincolanti per Washington.

La cosiddetta clausola di avvio subordina la riduzione dei dazi europei al rispetto, da parte degli Stati Uniti, dell’impegno a mantenere le tariffe sulle esportazioni UE al 15% o al livello MFN storico. È prevista anche una clausola di estinzione, che reintrodurrebbe automaticamente i dazi europei dopo 18 mesi in assenza di rinnovo dell’accordo. Un ulteriore meccanismo consentirà alla Commissione di intervenire in caso di aumento delle importazioni statunitensi superiore al 10% su base annua. Il voto in plenaria è atteso nei prossimi giorni, seguito dall’avvio dei negoziati con il Consiglio.

Mercosur: dal primo maggio scatta l’applicazione provvisoria

Sul fronte sudamericano, l’accordo UE-Mercosur entra nella fase operativa. La Commissione europea ha notificato oggi ufficialmente ai Paesi del Mercosur l’avvio dell’intesa, che entrerà in applicazione provvisoria dal 1° maggio 2026.

Il passaggio formale è stato completato con una nota inviata al Paraguay, custode legale dei trattati del blocco. L’accordo si applicherà tra l’Unione europea e tutti i Paesi del Mercosur che avranno completato la ratifica e notificato l’adesione entro fine marzo. Argentina, Brasile e Uruguay hanno già concluso il processo, mentre il Paraguay dovrebbe formalizzare a breve. Dopo oltre 25 anni di negoziati, l’intesa entra quindi nella fase concreta, con effetti immediati sugli scambi commerciali.

Salvaguardie più stringenti sui prodotti agricoli

Parallelamente, l’Unione ha definito un sistema di protezione per i settori sensibili. La soglia per attivare le indagini di salvaguardia è stata fissata al 5%. La Commissione dovrà intervenire quando le importazioni superano del 5% la media degli ultimi tre anni e i prezzi all’import risultano inferiori del 5% rispetto a quelli europei.

Tra i prodotti coinvolti rientrano anche latte in polvere, formaggi e formule infantili, rendendo il dossier particolarmente rilevante per il lattiero-caseario. È previsto inoltre un monitoraggio continuo del mercato, con report almeno semestrali al Parlamento europeo.

Scontro sulle indicazioni geografiche

L’avvio dell’accordo si intreccia con un tema critico per il settore. L’intesa tra Stati Uniti e Argentina, che riconosce come generici nomi come Parmesan, Asiago e Gorgonzola, entra in tensione con l’accordo UE-Mercosur, che tutela 347 indicazioni geografiche europee. La questione ha sollevato timori di una possibile legittimazione dell’italian sounding nei mercati sudamericani. Il commissario europeo all’Agricoltura Christophe Hansen ha assicurato che l’Unione farà rispettare le tutele previste e, in caso di violazioni, attiverà i meccanismi di risoluzione delle controversie.

Accordi: UE-Australia verso la chiusura

Parallelamente, Bruxelles accelera anche sul fronte UE-Australia. I negoziati sono entrati nella fase finale, con l’obiettivo di chiudere l’accordo entro la fine di aprile, in occasione della visita della presidente della Commissione Ursula von der Leyen in Australia.

I colloqui erano stati bloccati nel 2023 per divergenze su carne e indicazioni geografiche, ma sono stati rilanciati nel nuovo contesto geopolitico. Secondo gli operatori europei, l’intesa potrebbe favorire in particolare l’export di formaggi verso il mercato australiano.