Accordo Ue–India, il grande deal che conferma il tabù lattiero-caseario
L’accordo di libero scambio tra Unione europea e India, annunciato come uno dei più ambiziosi mai conclusi da Bruxelles, segna un punto di svolta nei rapporti commerciali tra le due economie. Ma per il settore lattiero-caseario europeo il messaggio resta quello già ben noto: il dairy resta fuori.
Nonostante l’ampiezza dell’intesa, che prevede l’eliminazione o la riduzione dei dazi sulla grande maggioranza dei beni industriali e un significativo risparmio tariffario per le imprese europee, i prodotti lattiero-caseari non rientrano tra le concessioni ottenute dall’Unione europea.
Il lattiero-caseario come linea rossa politica
L’esclusione del dairy non è un dettaglio tecnico, ma la conferma di una linea rossa politica che l’India continua a difendere con coerenza. Il settore lattiero-caseario indiano, caratterizzato da milioni di piccoli produttori e da un forte valore sociale e politico, è considerato troppo sensibile per essere esposto alla concorrenza internazionale. Per Bruxelles, il risultato è una vittoria ampia sul piano industriale e manifatturiero anche se quello che resta fuori è uno dei comparti agricoli più rilevanti per l’export europeo a valore aggiunto.
Dal punto di vista del trade, l’accordo certifica una realtà con cui il settore lattiero-caseario europeo convive da anni: l’India è un mercato potenzialmente enorme, ma di fatto chiuso ai prodotti importati. L’intesa non modifica questo assetto e non apre nuovi sbocchi diretti per formaggi, burro o polveri europee.
Effetti indiretti: competitività e costi di filiera
Pur lasciando fuori il dairy, l’accordo Ue–India potrebbe avere effetti indiretti sulla filiera agroalimentare. La riduzione dei dazi su macchinari, imballaggi, ingredienti e servizi logistici può incidere sui costi complessivi delle imprese food europee, migliorandone la competitività sui mercati terzi.
Tuttavia, questi benefici restano indiretti e non compensano l’assenza di accesso a un mercato che, per dimensioni demografiche e crescita dei consumi, resta uno dei più ambiti a livello globale.
Il “no” dell’India al dairy, pur essendo atteso, arriva in un momento in cui l’Europa avrebbe bisogno di nuovi sbocchi per assorbire l’offerta. E rende ancora più evidente quanto, nel commercio lattiero-caseario globale, gli accordi commerciali internazionali, come anche il Mercosur al centro delle polemiche in queste settimane, resti un fattore decisivo.
