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Nuova Zelanda: Smp e formaggio trainano l’export

Le esportazioni di prodotti lattiero-caseari dalla Nuova Zelanda sono apparse solide ad aprile, sebbene confrontate con i livelli deboli del 2024, secondo il report Trade Data Monitor analizzato da Assocaseari. Ad eccezione di lattosio e WPC, tutte le categorie di prodotti hanno registrato un aumento, trainate da formaggio, latte scremato in polvere (SMP) e butteroil. L’aumento della domanda da parte del Sud-est asiatico, della Cina e, in misura minore, dello Sri Lanka, ha compensato il calo registrato in Algeria. Le spedizioni stagionali sono aumentate dell’1%, dopo diversi mesi di andamento debole.

Nuova Zelanda, l’export in dettaglio

I flussi di WMP verso l’Algeria sono in costante calo dall’inizio dell’anno, ma tale perdita è compensata dalla maggiore domanda da parte del Sud-est asiatico, dello Sri Lanka, degli Emirati Arabi Uniti, dell’Arabia Saudita e della Cina. Nel complesso, i volumi stagionali rimangono contenuti a causa della persistente debolezza dell’Algeria.
L’export di SMP in aprile è aumentato per il terzo mese consecutivo, principalmente grazie ai volumi diretti in Cina e in Indonesia. La domanda cinese ha un andamento positivo da ottobre e compensa il calo registrato nei Paesi MENA. Sebbene la domanda nel Sud-est asiatico sia disomogenea, il trend generale è positivo.
Le esportazioni di formaggio sono nuovamente aumentate ad aprile, spinte soprattutto dai quantitativi spediti nelle principali destinazioni, tra cui Cina, Giappone e Sud-est asiatico. Durante la stagione, sono cresciuti anche i volumi diretti verso i nuovi partner FTA: circa 7.000 tonnellate in UE e 12.000 tonnellate nel Regno Unito.
I flussi di burro continuano a crescere, seppur a un ritmo più lento. Il calo delle spedizioni verso la Cina è stato compensato dai volumi diretti verso l’Arabia Saudita e alcuni mercati minori. I dati da inizio stagione mostrano un trend positivo, principalmente grazie alla forte domanda cinese all’inizio dell’anno.
L’export di butteroil, dopo un inizio di stagione debole, è migliorato ma resta inferiore del 13% rispetto a quello della stagione precedente. L’aumento delle spedizioni verso UE, Regno Unito e Perù è stato compensato dalle perdite in Cina, Sud-est asiatico, Medio Oriente e Nord Africa e Messico.