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Russia: il 25% del burro venduto nel paese è fake. Ma anche il 16% dei formaggi

Secondo quanto pubblicato dal quotidiano Helsinki Time, in Russia le autorità hanno segnalato un deciso aumento della presenza di burro contraffatto e altri prodotti caseari sul mercato interno, dopo un anno segnato dai forti aumenti dei prezzi. Secondo un’indagine dell’agenzia per la sicurezza alimentare Rosselkhoznadzor, circa il 25% di tutte le confezioni di burro vendute in Russia nel 2024 erano false. D’altronde, l’allarme burro in Russia era già scattato mesi fa, tanto che era stato avviato l’import dalla Turchia.

Lo studio ha scoperto che invece di contenere i veri ingredienti caseari, molti burri in commercio includevano invece grassi non caseari, amido, soda, additivi alimentari e transglutaminasi microbica, un agente legante vietato in alcuni paesi, che viene definito “colla per carne”. L’ispezione nazionale di Rosselkhoznadzor ha mostrato che questa frode alimentare è diffusa anche in altri prodotti caseari. Circa il 16% dei formaggi, il 14% della ricotta, il 13% del latte in polvere e l’11% della panna acida testati erano contraffatti.

I prodotti falsi sono stati acquistati nelle più grandi catene di vendita al dettaglio russe, tra cui Diksi, Magnit, O’KEY, Verny e Svetofor. I produttori erano dislocati in almeno dieci regioni, tra cui Mosca, San Pietroburgo, Saratov e Kursk. In un caso, le autorità hanno scoperto che un’azienda elencata come produttrice nella regione di Tula non esisteva fisicamente presso l’indirizzo registrato. Le autorità hanno multato 15 produttori, hanno emesso avvertimenti formali a 45 e hanno ritirato la certificazione di qualità a otto aziende.

Burro, in Russia aumenti del 55% in un anno

Questi frodi sono arrivate nell’anno in cui i prezzi del burro, in Russia, sarebbero aumentati del 55%, provocando casi di furto e spingendo la domanda di alternative più economiche. Il Moscow Times ha osservato che l’uso di ingredienti lattiero-caseari falsi non è una novità in Russia. Nel 2015, secondo il Rosselkhoznadzor un quarto dei prodotti lattiero-caseari venduti nel paese non soddisfaceva gli standard di autenticità di base. Quel picco è seguito al divieto russo sulle importazioni dopo l’annessione della Crimea nel 2014, che ha interrotto le forniture e creato incentivi per la sostituzione. Le cifre del 2024 mostrano che la percentuale di prodotti lattiero-caseari fraudolenti è salita al 13,9%, rispetto al 12% dell’anno precedente.

Secondo l’Unione nazionale per la protezione dei consumatori, i negozi spesso richiedono prezzi all’ingrosso bassi, spingendo i produttori a tagliare i costi utilizzando ingredienti più economici e di qualità inferiore, come grassi vegetali e olio di palma. Secondo il presidente della Public Consumer Initiative, Oleg Pavlov, l’assenza di misure legali di supporto da parte del Ministero dello sviluppo economico impedisce il blocco di prodotti falsi alle casse dei negozi o durante gli appalti statali.

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