Canada: Donald Trump chiede di abbassare le tariffe per il lattiero caseario Usa. E minaccia misure di ritorsione
Continua a tener banco la vicenda dazi, con il presidente Usa che rilascia dichiarazioni e minaccia nuove iniziative quasi ogni giorno. Trump (in foto), venerdì, ha criticato duramente le tariffe del Canada sui prodotti caseari americani, minacciando misure di ritorsione se non verranno ridotte. Parlando ai giornalisti dello Studio Ovale, Trump ha accusato infatti il Canada di imporre tariffe eccessive, in particolare sui prodotti caseari, che in alcuni casi hanno raggiunto il 250%. “Il Canada ci sta addebitando oltre il 200% per i prodotti caseari, in alcuni casi il 250%”, ha detto Trump. “Quando ho lasciato l’incarico, ce ne eravamo occupati bene. Ma con Biden, hanno continuato ad aumentarla. È molto difficile trattare con i rappresentanti canadesi”. Trump ha affermato che queste tariffe hanno reso “impossibile” per gli Stati Uniti esportare prodotti caseari e legname in Canada, criticando la disparità. Trump, insomma, sarebbe pronto a introdurre dazi doganali reciproci sui prodotti lattiero-caseari. Qualche giorno fa, invece, il Presidente americano ha firmato gli ordini esecutivi che rinviano di un mese l’imposizione dei dazi del 25% su tutti i prodotti provenienti da Canada e Messico.
Nel frattempo, Trump ha anche proclamato una nuova imposta sulle importazioni di merci dalla Cina, pari al 10%, che si aggiunge alle tariffe del 10% già imposte dall’inizio di febbraio. Questi nuovi dazi verranno applicati sui principali prodotti elettronici di consumo cinesi. Mentre il primo annuncio di dazi statunitensi non aveva innescato ritorsioni da parte di Pechino, ora la Cina ha introdotto da oggi una tariffa aggiuntiva del 10-15% su vari prodotti agricoli statunitensi, compresi quelli lattiero-caseari (con dazi del 10%) ad esclusione di siero e derivati -con codice HS 040410- e lattosio, che sono i principali prodotti importati dagli Stati Uniti. Nel suo discorso al Congresso della scorsa settimana, Trump ha anche confermato di voler procedere il 2 aprile con tariffe reciproche verso i Paesi che ritiene stiano trattando gli Stati Uniti in modo sleale, tra cui l’Unione Europea, alla quale potrebbe essere imposta una tariffa del 25% su auto e altri prodotti.
