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Latte crudo: 1 milione di euro ai genitori di Mattia, il bimbo in coma vegetativo dal 2017 per l’escherichia coli

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna dell’ex presidente del caseificio sociale di Coredo (TN), Lorenzo Biasi, e del casaro, Gianluca Fornasari, per lesioni gravissime causate a Mattia Maestri, il bimbo di quattro anni che dal 2017, dopo aver mangiato un pezzo di formaggio a latte crudo contaminato dall’escherichia coli, è in stato vegetativo.

Negli scorsi giorni, infatti, è arrivata la conferma della sentenza del giudice di pace. La provvisione è di un milione di euro per lesioni personali gravissime. La quantificazione dei danni verrà invece effettuata in sede civile. La sentenza della Suprema Corte, che ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi della difesa, rappresenta un primo caso in Italia per quanto riguarda i rischi rappresentati da prodotti alimentari industriali. Ma la vicenda potrebbe non essere finita qui perché alla morte del piccolo potrebbe esserci l’apertura del processo per omicidio colposo. “Purtroppo alla scomparsa di Mattia si procederà d’ufficio per omicidio colposo in quanto si apre un altro procedimento. Intanto, però, c’è la soddisfazione di un aver raggiunto un traguardo storico a beneficio della comunità”, spiegano gli avvocati Paolo Chiariello e Monica Cappello, che assistono il padre e la madre di Mattia. “E’ una sentenza storica e che fa scuola, un dispositivo che crea un precedente fondamentale in materia di tutela della salute pubblica. I genitori hanno condotto una battaglia giudiziaria lunga, coraggiosa e difficile, ma soprattutto generosa perché si sono messi a disposizione per un unico obiettivo: un caso di questo tipo non può e non deve accadere a qualche altro bambino”. Dalla sentenza è stato stabilito che quella consumazione e l’insorgere della terribile Sue, la sindrome emolitico-uremica, una infezione causata da alcuni ceppi di escherichia coli, sono collegati e sono la causa dello stato vegetativo insanabile di Mattia.

“La sentenza della Cassazione è importate non per i soldi, di cui non mi è mai importato alcunché, ma perché ha accertato il comportamento criminale ed ha dimostrato che non sono bastate le lettere di minaccia e i proiettili fatti trovare dai testimoni per evitare che la giustizia facesse il suo corso”, ha spiegato il padre di Mattia, Giovanni Battista Maestri. “Ora, con tre gradi di giudizio, la politica deve togliere il marchio di qualità al caseificio di Coredo. Se le persone conoscessero la pericolosità dei prodotti a latte crudo, lo eviterebbero. Lo dico da anni: serve un’etichetta apposita che informi sui rischi per bambini fino a dieci anni, persone vulnerabili e anziani (come accade in altri Paesi europei)”.