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Regno Unito: cresce ancora l’import di formaggio. Il 90% arriva dalla Ue

Le importazioni di formaggio nel Regno Unito, secondo il report Trade Data Monitor analizzato da Assocaseari, sono aumentate a dicembre, spinte da una domanda più forte di prodotti francesi sul mercato inglese. Il 2024 ha segnato il terzo anno consecutivo di crescita dell’import di formaggio, con il 90% del prodotto proveniente dall’UE. L’accordo di libero scambio con l’Australia non ha avuto alcun impatto sulle importazioni di prodotti lattiero-caseari dal Regno Unito, mentre quello con la Nuova Zelanda ha mostrato i suoi effetti, con l’ingresso in UK di circa 10.000 tonnellate di formaggio e 1.300 tonnellate di burro. In generale, l’import di burro è stato particolarmente forte da aprile a luglio, dopodichè si è azzerato a novembre ed infine si è ripreso a dicembre.


Dopo 15 mesi di crescita costante, le esportazioni britanniche di formaggio sono diminuite a novembre e sono rimaste contenute a dicembre, con meno spedizioni verso l’Ue. Nel complesso, l’Ue è stata il principale motore della crescita annuale, riprendendosi da una performance scadente dell’anno precedente. La domanda dai Paesi Mena ha continuato a crescere per il secondo anno consecutivo, rappresentando il 9% delle esportazioni di formaggio dal Regno Unito. Gli Stati Uniti sono stati la terza destinazione, aumentando la loro quota di importazioni di formaggio dal Regno Unito del 9%. Dopo tre anni di debolezza, l’export britannico di siero ha registrato una ripresa nel 2024, con maggiori spedizioni in Irlanda e, in misura minore, in Cina, in particolare nell’ultimo trimestre.