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Dazi: tre mesi di tregua per tutti, eccetto la Cina. Ma Trump avverte: “Nessuno se la caverà per le inique bilance commerciali e le barriere tariffarie non monetarie”

Eccezion fatta per la Cina, il resto del mondo ha tre mesi di tempo per scongiurare l’introduzione dei dazi Usa. Il presidente Donald Trump, infatti, ha annunciato la sospensione dei dazi universali per 90 giorni, salvo quelli introdotti sui prodotti cinesi. “Nessuno se la caverà per le inique bilance commerciali e le barriere tariffarie non monetarie che altri Paesi hanno usato contro di noi, soprattutto la Cina che, di gran lunga, ci tratta peggio”, ha scritto a questo proposito Trump in un post sulla sua piattaforma Truth.

In risposta alla sospensione di Trump, arrivata il 10 aprile, il giorno seguente la Ue ha deciso di congelare per 90 giorni le contromisure approvate solo due giorni prima. “Vogliamo dare una possibilità alle
trattative”, ha commentato Ursula Von der Leyen, presidente della Commissione Ue. La priorità della Ue rimane quella raggiungere un accordo con gli Stati Uniti che comporti la rimozione del dazio aggiuntivo del 20%. In ogni caso, contrariamente all’elenco iniziale pubblicato per consultazione, la Ue aveva esplicitamente escluso i prodotti lattiero-caseari da quelli soggetti ai dazi, come richiesto anche da Eucolait. Tale decisione, insieme a quella di escludere anche gli alcolici, aveva fatto seguito alle pressioni di Stati membri come Francia e Italia, nonché degli operatori agricoli europei.

Restano in vigore i dazi contro la Cina, fissati fino ad un massimo del 125%, che a sua volta ha risposto con tariffe dell’84% sulle merci di origine Usa. Queste tariffe aggiuntive avranno quasi sicuramente un impatto significativo sulle esportazioni di prodotti lattiero-caseari statunitensi (principalmente siero in polvere e lattosio) verso la Cina. A questo proposito, l’International Dairy Foods Association aveva già avvertito che “dazi Usa ampi e prolungati” sui principali partner commerciali e sui mercati in crescita rischiano di minare miliardi di investimenti effettuati per soddisfare la domanda globale. I dazi di ritorsione sugli Stati Uniti hanno innescato oltre 27 miliardi di dollari di perdite nelle esportazioni agricole da metà 2018 a fine 2019, secondo i dati USDA.