B2Cheese: l’incoming dei buyer e le novità 2026. Parla Francesco Maroni, project manager della manifestazione
In un mercato sempre più selettivo, la differenza spesso è con chi si riesce a parlare — e in quali contesti. Questo significa pensare non solo al prodotto, ma anche ai luoghi e alle modalità della relazione commerciale, con buyer, importatori e operatori professionali. Ne abbiamo parlato con Francesco Maroni, project manager di B2Cheese, la fiera internazionale dedicata al settore lattiero caseario, a Bergamo il 23 e 24 settembre .
Oggi il mercato è molto complesso. Cosa significa concretamente per un’azienda lattiero-casearia?
“Significa che non basta più avere un buon prodotto. I mercati internazionali sono movimentati e i buyer sono più selettivi, hanno meno tempo e cercano interlocutori affidabili con cui costruire relazioni nel tempo. Questo vale sia in Italia sia all’estero. In uno scenario così, diventa fondamentale scegliere i contesti giusti in cui incontrarsi. Non tutti gli spazi funzionano allo stesso modo: servono luoghi in cui il confronto è diretto e il tempo è qualificato.”
Qual è il ruolo di una fiera verticale come B2Cheese?
“B2Cheese vuole essere questo: una riposta al mercato che cambia. Il punto è proprio la verticalità. In due giorni l’azienda incontra esclusivamente operatori del settore: buyer, distributori, professionisti. È un tempo concentrato, ma soprattutto è un tempo che funziona. Questo è uno degli elementi che ci viene riconosciuto di più, anche guardando alle conferme già arrivate per il 2026 e alla progressiva riduzione degli spazi disponibili.”
L’edizione 2026 sembra puntare molto sull’internazionalità…
“Sì, stiamo lavorando per rafforzare la qualità delle relazioni, soprattutto sul fronte internazionale. Questo significa ampliare la rete di buyer esteri, ma anche selezionare meglio i contatti. Non si tratta solo di quantità, ma di coerenza tra domanda e offerta. L’obiettivo è rendere sempre più efficace il programma di incoming, in modo che le aziende trovino interlocutori realmente interessati a sviluppare relazioni commerciali.”
Cosa cambia con la continuità di palinsesto con Forme?
“La continuità amplia le opportunità. Per chi arriva dall’estero significa avere più motivi per restare più giorni e costruire una visita più strutturata. Per le aziende, invece, si apre la possibilità di lavorare anche fuori dalla fiera: incontri dedicati, momenti con clienti, attività collaterali. È un modo per estendere il tempo e lo spazio delle relazioni, che oggi sono il vero elemento strategico.”
