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Export: l’Italia dei formaggi cresce del +3,9%, a volume, nel primo trimestre

Positivi i dati per l’export dei formaggi italiani nel primo trimestre del 2023, secondo l’analisi effettuata dal team di Clal sui dati relativi alle vendite oltre confine. La crescita delle esportazioni è pari al + 3,9%, analizzando il dato a volume, mentre sale al +22,3% se si considerano i valori, per effetto dell’aumento dei prezzi unitari medi, che crescono di oltre 17 punti percentuali. In alcuni casi, però, gli aumenti sono ben superiori, con punte anche del 22,4% per l’export dei Formaggi Freschi, del 29,2% per Gorgonzola Dop, Fiore Sardo e Pecorino e del 32,8% per le Dop Asiago, Caciocavallo, Montasio, Ragusano. Dati che, ovviamente, sono anche legati alle attuali dinamiche inflattive che stanno interessando il mercato europeo e mondiale. Nello stesso trimestre del 2022 il dato a valore, per i formaggi italiani, era in crescita del 19,1% sull’anno precedente, come mostra il grafico sotto, mentre nel 2021 l’aumento è stato solo dell’1,2% sul 2020.

export formaggi made in Italy, a volume

Quanto ai mercati di destinazione dell’export dei formaggi Made in Italy, nel primo trimestre di quest’anno si sono consolidati i volumi verso i paesi dell’Ue, che da soli rappresentano il 70% delle quote di mercato, con Francia e Germania primi due Paesi nella classifica degli acquirenti. Così come sono positive le performance per l’export dei formaggi italiani in alcuni dei mercati con maggiore capacità di spesa, come UK, gli Usa e la vicina Svizzera. Nella sua disamina sui dati del primo trimestre, infine, Clal evidenzia anche gli elementi che potrebbero spingere ancora di più l’export caseario italiano nell’immediato futuro: strategie aziendali, politiche di sostegno specifiche, rafforzamento dei processi di innovazione e digitalizzazione delle imprese.