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Grana è solo Padano? Qualche riflessione sulla sentenza dei giudici di Venezia

La notizia è di quelle fanno discutere: il Tribunale di Venezia ha stabilito che Brazzale non può utilizzare il termine ‘grana’ per descrivere il formaggio Gran Moravia che produce in Repubblica Ceca, poiché il fatto costituisce ‘evocazione’ della Dop Grana Padano. Ma la questione, ovviamente, va al di là del contenzioso fra le due parti e merita qualche riflessione. In ordine alla lingua, ai termini generici delle Dop, ai meccanismi di tutela e al concetto di evocazione.

Grana: le parole per dirlo

Da oggi un lemma del vocabolario della lingua italiana non appartiene più alla genericità di coloro che la parlano. Nessuno, secondo i giudici di Venezia, potrà più utilizzare infatti la parola grana per indicare un formaggio non Dop che appartenga a quella categoria, individuata nei manuali di tecnica casearia. Ma chi potrà usarla? Leggendo le 35 pagine della sentenza si resta un po’ disorientati. In alcuni punti pare che solo Grana Padano, Parmigiano Reggiano e Trentingrana potranno adoperare questo termine. Scrivono infatti i giudici: “Il termine “grana” indica, nella zona di consumo e per quanto sinora evidenziato, una tipologia di formaggio ricondotto al “Parmigiano Reggiano” ed al “Grana Padano”, e quindi a formaggi aventi una precisa origine territoriale, si deve negare secondo detti parametri di giudizio che “grana” sia da considerarsi un nome comune di un prodotto caseario dell’Unione”.

In realtà, però, gli stessi giudici contraddicono questa tesi quando, rispetto a Trentingrana, affermano: “Ricondotta la tipologia del formaggio “Trentingrana”, nell’ambito della D.O.P “Grana Padano”, non può affatto ritenersi che il riconoscimento di detta denominazione aggiuntiva possa far ritenere che “grana” sia termine generico. La possibilità di aggiungere l’espressione “trentino” sul formaggio “Grana Padano” prodotto nella provincia di Trento, riconferma l’opinione che è possibile chiamare “grana” solamente il formaggio prodotto rispettando il disciplinare della D.O.P. “Grana Padano”.

Ma allora, grana è un termine generico che si applica ai formaggi prodotti nella Pianura Padana (e in Trentino), si applica solo ai Dop oppure è relativo soltanto alla Dop Grana Padano? Nel dubbio, resta una certezza: la parola non è più ‘libera’. Restano, a disposizione di chi vuole descrivere un certo tipo di formaggi, espressioni come “formaggio a lunga stagionatura da grattugia” (che non descrive nulla perché anche altri sono lungamente stagionati e l’uso non è solo la grattugia) o “formaggio duro” (e anche in questo caso la definizione è troppo ampia) oppure, ed è ancora più surreale, “formaggio similare”. Immaginiamo per un attimo che, domani, anche dalle parti delle due mozzarelle Dop, del Provolone Valpadana o dei tanti pecorini Dop accada lo stesso: ci troveremmo articoli zeppi di “pasta filata fresca di color porcellana e forma sferica” oppure “formaggio a media/lunga stagionatura realizzato con latte di pecora”, “formaggio a pasta filata di forma sferica o a tronco di cono” e così via. Un corto circuito linguistico. Siamo certi che il Consorzio di tutela non farà mai valere questa sentenza in ambiti diversi, come quello della stampa, dei social e così via. Magari qualche testata, cui fosse sfuggita la sentenza o che decidesse di voler comunque adoperare la parola come termine generico, si vedrà recapitare una missiva nella quale si riporta la sentenza e la richiesta di non utilizzare il termine. Il tema però resta e non è da poco. Grana è una parola che tutti condividiamo. Spesso si preferisce l’utilizzo di similari o similgrana per identificare quelli che stanno fuori dal circuito Dop. Ma quel similare, è ovvio, si riferisce a grana.

Per i consumatori, spesso, grana e parmigiano sono parole interscambiabili e vengono utilizzate secondo la propria ‘tradizione di famiglia’. Chi li chiama tutti grana, chi padano, chi reggiano e così via. Quelli che hanno ben chiare identità e differenze, non usano nessuno dei termini a caso. Nemmeno grana.

L’evocazione rischia di essere una grana

C’è anche un altro tema che merita attenzione. Se la tutela delle Dop da contraffazione e dalle usurpazioni è uno dei grandi risultati che si devono alla normativa europea, con tutti i benefici fondamentali della protezione ex officio, quello dell’evocazione rischia di essere un terreno scivoloso. Il vocabolario della lingua italiana definisce l’evocazione una “Suggestione operata sulla memoria, sulla fantasia, sul sentimento”. Il concetto è talmente indefinito e indefinibile che non appartiene alla sfera dei fatti, insomma, ma a quella delle sensazioni. Difficile stabilire in modo davvero puntuale i fatti che possono rappresentare una ‘evocazione’. E in realtà questa vicenda lo dimostra ampiamente. Oggetto della causa, infatti, non erano etichette, packaging, comunicazioni aziendali, brochure o claim utilizzati dall’azienda Brazzale ma bensì frasi pronunciate nel corso di interviste e riportate in articoli usciti sulla stampa. Ad esempio: “I miei nonni sono stati fondatori del consorzio del Grana Padano. In Repubblica Ceca produciamo grana con il marchio Gran Moravia; questo formaggio è una evoluzione del Grana Padano che abbiamo prodotto per quasi 60 anni e che oggi non abbiamo più interesse a produrre perché abbiamo il Gran Moravia”. O, ancora: “Gran Moravia è un formaggio grana, come lo sono il Grana Padano, il Parmigiano Reggiano ed il Trentin Grana. Tutti sono similari tra loro perché tutti sono formaggi grana. Il Gran Moravia è un grana volutamente non Dop”. Appare evidente, dunque, che in nessuna delle frasi contestate ci fosse alcuna volontà di appropriarsi della Dop. A questo punto viene da chiedersi: vale davvero la pena di spendersi in guerre fratricide di questo tipo? E non è rischiosa per il mondo delle Dop questa deriva? Si sa che, già in seno alla Ue, i prodotti tutelati hanno, dalle parti del Nord Europa, pochi alleati. Spingere la tutela fino a questo punto è davvero strategico? E non si rischia di scivolare in un labirinto di norme e regole che poco c’entrano con la valorizzazione di questi eccezionali prodotti? Dove si potrebbe arrivare brandendo il concetto di evocazione?

Sono tanti i formaggi che appartengono alla stessa classe di prodotto di cui hanno discusso i giudici veneziani e che sono realizzati da aziende italiane che hanno scelto di essere fuori dal mondo delle Dop, per mille ragioni, geografiche e non. L’universo dei ‘non grana’ non si esaurisce certamente con i bianchini o con certe produzioni di minor pregio utilizzate spesso come ingrediente, ma comprende tantissimi esempi di aziende che hanno sviluppato loro progetti e filiere, che anch’essi contribuiscono a dare lustro (e pil) all’agroalimentare italiano nel mondo. E meriterebbero di poterli anche descrivere.

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