trasformazione & dintorni

Ucraina, riapre lo stabilimento Lactalis. La direttrice acquisti latte: “Qui per il mio Paese”

Lactalis ha ripreso la produzione nello stabilimento di Nikolaev, in Ucraina, dove era stata interrotta il 28 febbraio a causa della vicinanza con le zone interessate dai combattimenti dopo l’invasione russa.

Il portavoce del gruppo francese, Christophe Piednoël, ha affermato che la struttura a Nikolaev, nel sud del Paese, “è stata in grado di operare di nuovo oggi, ma a un ritmo più lento. La nostra preoccupazione principale è la loro sicurezza”.

“La solidarietà sul posto è immensa”, continua il portavoce, che riporta alcune testimonianze. Quando un’auto rimane senza benzina, quella che segue pompa il serbatoio per aiutarla a ripartire. Le squadre ungheresi, rumene e polacche del gruppo accolgono i colleghi ucraini in cerca di riparo. Lactalis si adopera anche per trovare lavoro ai suoi dipendenti fuggiti dall’Ucraina alla volta della Polonia, dove è presente, “fornendo loro alloggio e il pagamento di una mensilità anticipata”, aggiunge Christophe Piednoël.

Ucraina, Besnier: “Facciamo del nostro meglio per raccogliere il latte, per evitare che gli allevatori lo buttino”

“Facciamo del nostro meglio per raccogliere il latte, ove possibile, per evitare che gli allevatori lo buttino via. È straziante per loro”, afferma Emmanuel Besnier, Ceo di Lactalis.

Nel corso di un collegamento con i colleghi italiani, Elena Akulova, direttrice acquisti latte di Lactalis in Ucraina, ha raccontato le difficoltà di raccogliere latte sotto i bombardamenti e con i ponti abbattuti. Akulova ha ringraziato tutti per la solidarietà dimostrata e, “con una forza immensa”, come raccontano i colleghi, “ha dichiarato che resterà al suo posto a combattere e lavorare per il suo Paese“.

Il gigante del lattiero caseario della famiglia Besnier ha tre stabilimenti in Ucraina, con circa 850 collaboratori, e altri quattro in Russia. Gli altri due poli produttivi del Paese, a Shostka nell’Ucraina settentrionale, e Pavlograd, a est, sono sempre rimasti aperti, anche se con una produzione limitata. In Ucraina, Lactalis commercializza burro, latte, formaggio e yogurt, con un giro d’affari di circa 100 milioni di euro. I suoi stabilimenti esportano anche in altri mercati, tra cui Georgia e Moldova.

Altri stabilimenti del food&beverage sono interessati da rallentamenti e chiusure. Nestlé ha dichiarato di aver interrotto la produzione e la distribuzione dei suoi prodotti in Ucraina, dove ha tre stabilimenti e 5mila dipendenti, così come Grupo Bimbo, la più grande azienda di prodotti da forno del mondo, che ha sospeso le attività nel suo stabilimento ucraino. Anche la francese Bonduelle ha interrotto la produzione nella sede di Belgorod, in Russia, che si trova a circa 25 miglia dal confine con l’Ucraina, mentre Danone ha annunciato la chiusura di uno dei suoi due impianti di produzione in Ucraina. L’azienda, che commercializza prodotti lattiero caseari e vegetali nel Paese, ha due stabilimenti, entrambi nell’Ucraina centrale: uno a Dnipro e un altro 100 miglia più a nord, a Kremenchuk.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *