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Forme 2021: dalla celebrazione dei 70 anni di Dop, ai formaggi in piazza Mercato

Forme Future 2021, la tre giorni bergamasca dedicata ai formaggi, tra antichi sapori e nuove conoscenze, si è chiusa con grande partecipazione di pubblico. Affollatissima, come sempre, la Piazza Mercato dei Formaggi, cuore pulsante della manifestazione in Città Alta, così come i tanti Cheese Labs previsti sabato e domenica. Che hanno permesso di conoscere eccellenze casearie italiane, da Nord a Sud, e di sperimentare abbinamenti classici e più inusuali, come il sakè insieme ai formaggi orobici. Ma Forme 2021 è stata anche la sede di importanti appuntamenti istituzionali. A dare il via al ricco programma della manifestazione è stato, venerdì 22, il convegno di Afidop (foto), l’associazione italiana del formaggi Dop, dove si è celebrato l’anniversario dei 70 anni dalla firma della Convenzione di Stresa che ha istituito le denominazioni d’origine. La giornata è proseguita poi, nel pomeriggio, con il forum internazionale delle città creative Unesco, di cui Bergamo fa parte, in Italia, insieme a Parma e Alba.

Il convegno Afidop a Forme 2021: consorzi e istituzioni si confrontano su valore e sfide future

Siglata il primo giugno 1951, la Convenzione è stato il primo passo verso la tutela internazionale dei formaggi Dop e Igp e la pietra miliare dell’attuale politica europea e delle norme che governano e tutelano i prodotti a indicazione geografica. Per festeggiare i 70 anni dalla firma della Convenzione e fare il punto sul percorso che ha portato il sistema Dop e Igp ad incrementare il proprio valore economico, sociale e territoriale, divenendo un pilastro fondamentale del comparto caseario nazionale, Afidop ha organizzato a Forme 2021 il Convegno “1951 – Convenzione di Stresa: 70 anni di Denominazione d’Origine“. L’evento, che si è svolto in una location d’eccezione, l’ex Monastero di Astino, a Bergamo, è stato aperto da Antonio Auricchio, Presidente Afidop, che ha affermato: “Oggi festeggiamo un evento importantissimo per il nostro patrimonio caseario nazionale e più in generale per i prodotti a Indicazione Geografica. Settant’anni fa prendeva avvio un percorso che oggi vede nei formaggi Dop e Igp un pilastro fondamentale dell’economia del settore caseario nazionale: 57 tra formaggi e prodotti lattieri Dop e Igp, che a livello nazionale rappresentano la metà della produzione casearia italiana e che si rafforzano sempre più nei mercati esteri, segno del grande apprezzamento e riconoscimento dato a questi nostri gioielli. Un patrimonio ineguagliabileche il mondo ci invidia e che dobbiamo promuovere e tutelare in ogni sede possibile, nazionale o estera che sia”.

Stresa 1951: una firma che ha cambiato il mondo dei formaggi

Il primo giugno 1951, giorno della storica firma della Convenzione di Stresa, rappresenta ancora oggi un momento cruciale per la tutela delle Indicazioni geografiche. Quel giorno, i Governi di Austria, Danimarca, Francia, Italia, Norvegia, Scozia e Svizzera definirono un approccio comune per la tutela delle denominazioni di origine dei prodotti caseari. Il primo passo verso la tutela internazionale dei formaggi Dop e Igp, ambasciatori del Made in Italy nel Mondo. La Convenzione, fortemente voluta a livello nazionale, rappresenta il punto di partenza di un percorso che questi anni ha portato il sistema delle Dop e Igp ad incrementare il proprio valore economico, sociale e territoriale, divenendo pilastro fondamentale del comparto caseario nazionaleL’incontro organizzato da Afidop, infatti, è stata anche l’occasione per approfondire il lavoro svolto dai Consorzi di Tutela a favore dello sviluppo delle rispettive filiere produttive. Alla tavola rotonda dedicata ai Consorzi sono intervenuti Renato Zaghini – Presidente del Consorzio Tutela Grana Padano – Domenico Raimondo – Presidente del Consorzio Mbc – Riccardo Deserti – Direttore del Consorzio Tutela Parmigiano Raggiano – Gianni Maoddi – Presidente del Consorzio Tutela Pecorino Romano. Tutti hanno evidenziato i programmi che le strutture consortili stanno portando avanti per adeguare i sistemi produttivi Dop agli obiettivi legati alla sostenibilità, al benessere animale, alla salvaguardia del territorio e alla valorizzazione delle produzioni alimentari. Si è aperta una stagione di grandi cambiamenti per il settore agroalimentare e per il sistema Dop in particolare. A Bruxelles si discute sulla profonda riforma della politica di qualità, oltre a definire i dettagli della Strategia From Farm to Fork e della nuova Politica Agricola Comune. In questo contesto, le organizzazioni coinvolte – Assolatte, Confcooperative Fedagripesca, Comitato Italiano Fil-Idf e Origin Italia – hanno richiamato ad un approccio di sistema alle prossime sfide, così da preservare gli interessi del settore alimentare italiano e contribuire a una forte valorizzazione dei nostri prodotti. Sul fronte istituzionale, hanno partecipato al dibattito promosso da Afidop anche Il Senatore Gian Marco Centinaio, Sottosegretario al Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali con delega per le denominazioni, e l’Onorevole Paolo De Castro.

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