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L’export toscano di Dop e Igp, a valore, cresce dell’83% in cinque anni

Corre la produzione agroalimentare a denominazione made in Toscana: in cinque anni, dal 2015 al 2019, il valore dei prodotti certificati Dop e Igp ha registrato una crescita del 47% rispetto al dato nazionale complessivo, che è pari a +19%. La Toscana detiene anche un altro record: sono 89 i prodotti Dop e Igp regionali, di cui 31 esclusivamente legati al food, per una produzione che occupa oltre 12mila operatori. In primo piano ci sono i prodotti a base di carne, seguiti da caseario, panetteria e pasticceria, olio evo, carni fresche, ortofrutta e cereali.

I dati, che fanno della Toscana la prima regione italiana per numero di denominazioni e la prima per superficie coltivata certificata, sono emersi nel corso del convegno sulle denominazioni regionali alla terza edizione di BuyFood Toscana 2021, vetrina dei prodotti agroalimentari certificati promossa da Regione Toscana e Camera di Commercio di Firenze, che si è svolta a Siena. Dall’analisi si evidenzia che cinque prodotti, cioè Prosciutto toscano Dop, Pecorino toscano Dop, Olio toscano Igp, Cantucci toscani Igp e Finocchiona Igp, rappresentano da soli l’80% del valore alla produzione. Quanto al business sui mercati esteri, il valore delle esportazioni agroalimentari Ig è cresciuto dell’83% nel periodo 2015-2019 ed è stato pari, nel 2019, a circa 74 milioni di euro. Il 39% delle produzioni Dop e Igp vola verso gli Usa, il 27% in Germania, l’11% in Gb, il 5% in Canada, il 2% nei Paesi Bassi.

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