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Gli italiani aggiungono due posti a tavola: ambiente e salute

Il Rapporto Coop 2021 intitolato “Economia, consumi e stili di vita degli italiani di oggi e di domani” è stato redatto dall’Ufficio Studi di Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori) con la collaborazione di enti e istituti di analisi. Sono state condotte due diverse survey, condotte nello scorso agosto, coinvolgendo un campione di 1.500 italiani rappresentativo della popolazione tra i 18 e i 75 anni, un panel della community del sito di italiani.coop e 1.000 opinion leader e market maker fruitori delle passate edizioni del Rapporto. Obiettivo: anticipare le tendenze future del nostro Paese, anche sul versante della Gdo ma non solo.  Insomma, un giro di orizzonte a tutto campo da cui scaturiscono considerazioni meritevoli di attenzione, come le scelte compiute in tema di cibo e alimentazione, con grande sensibilità verso l’ambiente, dopo una stagione di cambiamenti e stravolgimenti.

L’importanza della salute. Arrivano i “climatariani”

Specchio e metafora dei cambiamenti degli italiani, il cibo esce profondamente trasformato dalla pandemia e si colora di verde. Non a caso, un italiano su due secondo il Rapporto Coop 2021 ha dichiarato di aver cambiato le proprie consuetudini alimentari. C’è chi lo ha fatto indulgendo nel conforto alimentare (il 23% ha preso peso con un aumento medio di 5,8 kg) e chi ha puntato su una dieta più equilibrata e salutare. E ancora: solo il 18% non si riconosce in alcuna cultura alimentare, mentre il 24% fa riferimento solo alla dieta mediterranea. C’è però un valore dominante: la metà degli italiani si riconosce anche o esclusivamente in altre identità alimentari (bio, veg&veg, gourmet, iperproteici e low carbs). Ma non solo: la vera novità del 2021 è la comparsa della nuova tribù dei “climatariani”. Vale a dire coloro (stiamo parlando di un italiano su sei) che dichiarano di adeguare il proprio regime alimentare per ridurre l’impatto ambientale. 

La sensibilità verso l’ambiente

Insomma, un dato è chiaro. L’ambiente diventa riferimento di molti italiani. L’88% associa al cibo il concetto di sostenibilità che significa per il 33% avere un metodo di produzione rispettoso, per un altro 33% attenzione agli imballaggi, per il 21% è sinonimo di origine e filiera e per il 9% di responsabilità etica. Così, il 13% sta riducendo il consumo di carne (i cosiddetti reducetariani), si preferiscono prodotti locali e di stagione, i veg sono consumati anche da chi cerca solo una alternativa proteica alla carne e raddoppiano le vendite di proposte vegane di nuova generazione (le bevande, le besciamelle, i piatti pronti). E non è un caso che gli italiani riconoscano nel riscaldamento climatico il principale fattore di cambiamento del cibo del futuro, sia prevedendone una maggiore scarsità a causa del climate change (26%), sia immaginando che per salvare il clima occorrerà cambiare la nostra alimentazione (32%). Per gli italiani un aiuto verrà dalla scienza e dalla tecnologia (26%) e in questo senso tra le new entry sulle tavole degli italiani da qui a 10 anni ci sono cibi vegetali con il sapore di carne, a base di alghe, farina di insetti e anche la carne coltivata in vitro. In realtà la food revolution è già in corso. Gli investimenti nel solo 2020 in cibi e bevande di prossima generazione sono ammontati a 6,2 miliardi.

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