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Farm to Fork: mancano ancora gli studi d’impatto e sostenibilità. Al momento c’è solo una ricerca Usda, che fa previsioni catastrofiche

Si fa sempre più forte il pressing sulla commissione Ue per la valutazione d’impatto e gli studi di fattibilità della strategia Farm to Fork, cuore del Green Deal della Commissione europea che vuole rendere sostenibile il sistema alimentare. Compag, la federazione nazionale delle rivendite agrarie, si unisce all’appello di Pedro Gallardo, presidente dell’associazione dei giovani agricoltori spagnoli e membro di Copa-Cogeca, che ha puntato il dito sul generale silenzio che accompagna gli ambiziosi propositi di questo piano: “Propositi che ad oggi restano obiettivi ambiziosi e ammirevoli, che nessuno oserebbe contestare, se non fosse che si limitano a delle belle parole prive di indicazioni pratiche e studi di fattibilità”.

Gli obiettivi del Green Deal interessano tutte le principali aree agronomiche: riduzione del 50% dei prodotti per la protezione delle piante, 20% in meno di fertilizzanti, 10% di superficie agricola dedicata ad usi non produttivi, 25% della superficie destinata al biologico. “Ma dov’è la valutazione dell’impatto (una procedura standard dell’Ue) sui vari effetti di tale politica e sulle sue implicazioni per la politica commerciale dell’Unione? La Commissione europea non risponde. Un primo studio su quella che dovrebbe essere il fiore all’occhiello della politica agricola dell’Ue arriva, invece, solo dal dipartimento dell’agricoltura degli Stati Uniti (Usda)”, si legge in una nota di Compag. E in effetti, come avevamo raccontato qui, secondo uno studio del Dipartimento americano dell’Agricoltura, l’adozione del piano Farm to Fork, che prevede restrizioni all’agricoltura attraverso riduzioni mirate nell’uso di terra, fertilizzanti, antimicrobici e pesticidi, produrrà molti effetti negativi: calo del 12% della produzione agricola europea, aumento dei prezzi del 17%, calo delle esportazioni del 20% e riduzione del Pil dell’Unione di circa 58 miliardi di euro. 

“Ben consapevoli dei problemi relativi a clima e biodiversità, gli agricoltori europei sono pronti ad accettare la sfida dell’innovazione e stanno lavorando duramente per migliorare le loro pratiche, ma ciò di cui hanno bisogno per riuscirci sono vere soluzioni, non mere astrazioni. Nella strategia Farm to Fork, dove sono le opzioni e gli strumenti concreti? Quali sono le soluzioni implementabili nel breve termine per rispondere alle sfide di sostenibilità, sicurezza alimentare e competitività?”, si domanda infine la federazione.

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