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Russia: import lattiero caseario in calo del 10% a gennaio 2021. Ma non per i formaggi

L’inizio del 2021, in Russia, ha coinciso con un calo delle importazioni del settore dairy. Secondo i dati diffusi dal National Dairy Producers Union of Russia (Soyuzmoloko), a gennaio 2021 le importazioni russe di prodotti lattiero caseari sono calate del 10% rispetto allo stesso periodo del 2020. La flessione è generalizzata e riguarda tutte le categorie di prodotti, ad eccezione però del formaggio. Battuta d’arresto per tutti i principali fornitori di prodotti lattiero caseari in Russia, che complessivamente hanno ceduto il 44%: Nuova Zelanda (8%), Argentina (5%), Uruguay (4%) e Kirghizistan (2%). Solo i volumi della Bielorussia (75%), invece, sono cresciuti del 14%. Quanto ai prodotti, a gennaio la Russia ha importato formaggi (circa il 46%, a valore), burro (22%), latte e panna, in polvere e condensati (10%), tra cui SMP (5%) e WMP ( 2%), latte e panna fluidi (8%), latticini fermentati (8%) e prodotti caseari (5%). Rispetto al 2020, è cresciuta la quota di formaggio nei prodotti importati. Un dato che mostra, se ancora ce ne fosse bisogno, quanto sia vitale recuperare il rapporto commerciale con un paese, la Russia, che ha fame di formaggi e che, al di là della volontà di arrivare all’autosufficienza, dipende ancora molto dalle importazioni.

Nel complesso, sono state importate 577mila tonnellate di prodotti lattiero caseari, per un valore di 202,6 milioni di dollari (-25%).Mentre, dall’inizio dell’anno, nella Regione di Mosca sono state prodotte circa 5,4 mila tonnellate di formaggio, il 23,1% in più rispetto allo stesso periodo del 2020.

In foto: la vetrina dell’emporio Eliseev, storico paradiso della gastronomia di San Pietroburgo, dal 1903

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