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Il latte che arriva su Facebook, la vacca di Bill Gates, la Gdo sul palco di Sanremo e i ‘Tramontana boys’ di Sma: una settimana da social

Il mondo, ancor più di questi tempi, scorre sulle loro pagine. Ci si informa, si discute, ci si diverte, si gioca, si litiga, si compra e persino ci s’innamora. E anche l’universo che ruota intorno al food non fa eccezione, dai prodotti alle discussioni più accese è tutto lì, sui social, croce e delizia del nostro tempo. Questa mini rassegna social, senza nessuna pretesa d’esaurire l’argomento, raccoglie spunti, argomenti di discussione e curiosità accadute nell’ultima settimana sulla piazza virtuale.

La montagna, Maometto e il latte per fare Parmigiano Reggiano

Sono ormai diversi anni che il Consorzio del Parmigiano Reggiano organizza visite nei caseifici del suo comprensorio, alla scoperta del miracolo caseario che trasforma un liquido in pregiato formaggio. Oggi, che la montagna dei consumatori da Maometto non ci può andare, sono i social a fare da palcoscenico all’affascinante trasformazione con la rubrica ‘In diretta dal caseificio’, sulla pagina Facebook del Consorzio. La prima puntata è dedicata al latte mentre la seconda, prevista il 12 marzo, seguirà la fase della trasformazione in cagliata.

I numeri premiano l’iniziativa: oltre 6mila persone hanno visualizzato il racconto del latte che arriva in Caseificio e inizia il lunghissimo viaggio verso una forma di Parmigiano, accompagnati dall’esperienza e dalla voce narrante di Igino Morini, che si occupa proprio di promozione territoriale della Dop. 

Bill Gates e la vacca nel garage

Ha fatto molto discutere l’intervista di Bill Gates alla rivista Mit Technology Review, nella quale il magnate ha affermato, tra l’altro, che: “I Paesi ricchi nel mondo dovrebbero mangiare solo carne di manzo sintetica per combattere la crisi climatica”. La dichiarazione ovviamente non è sfuggita al settore zootecnico e ai gruppi Facebook dei suoi operatori. Su Commercial Dairy Farmer ci si scherza immaginando una ‘definitiva’ prova sul campo. Scrive un utente: “Io mi chiudo una notte in garage con una vacca. Bill con una macchina accesa. Alla mattina seguente io e Bill ci incontriamo per discutere i risultati. Forse”.  

Metti la Gdo (e non solo) a Sanremo

Geniale post, su Linkedin, di Beatrice Ramazzotti, ufficio stampa di Unicoop Tirreno, che prova ad immaginare cosa canterebbero le insegne sul palco dell’Ariston. Tutto da leggere: da ‘Nessuno mi può giudicare’ per Conad a ‘Cosa resterà di questi anni 80’ per Esselunga. E per Amazon? ‘Il cuore è uno zingaro’.

I ‘Tramontana boys’e il primo logo Sma

La lunghissima onda dei saluti, dopo l’uscita di scena di Auchan dall’Italia, riporta sulle bacheche di Linkedin il logo Sma che ha caratterizzato il decennio 1990-2000, ai tempi della divisione alimentare di Rinascente. Momento Amarcord di Marco E. Bini, che ricorda la genesi di questo marchio, ideato a Londra e lanciato dai famosi ‘Tramontana boys’, cioè il gruppo di lavoro che visse, insieme al ‘mastino’ Giuseppe Tramontana, ad di Rinascente, quella “stagione difficile ma entusiasmante”, come lo stesso Bini la definisce, che ha contribuito a cambiare il mondo retail. Chi erano i boys? Oltre a Bini, il gruppetto era formato anche da altri volti noti come Mario Gasbarrino, Marco Giordani e Giuseppe Brambilla. 

 

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