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L’agnello del Carrefour, Gasbarrino e l’online, la compravendita dei punti Fidaty e l’hamburger ignorante di Centinaio: una settimana da social

Il mondo, ancor più di questi tempi, scorre sulle loro pagine. Ci si informa, si discute, ci si diverte, si gioca, si litiga, si compra e persino ci s’innamora. E anche l’universo che ruota intorno al food non fa eccezione, dai prodotti alle discussioni più accese è tutto lì, sui social, croce e delizia del nostro tempo. Questa mini rassegna social, senza nessuna pretesa d’esaurire l’argomento, raccoglie spunti, argomenti di discussione e curiosità accadute nell’ultima settimana su questa piazza virtuale.

L’agnello di Carrefour ovvero come nascono le fake news

La foto dell’etichetta, contraffatta rispetto all’originale, che continua a girare sui social, nonostante le smentite

Ciclicamente si ripropone, come un’indigesta peperonata. E ogni volta viene da pensare al povero impiegato che, in un attimo di distrazione, ha commesso quello che fino a qualche anno fa sarebbe stato un semplice errore, chiuso in poche ore. E che oggi invece diventa un tormentone e un classico esempio di fake news: la coscia di agnello di sardegna Igp. Un anno fa, in un punto vendita milanese a insegna Carrefour, viene stampata un’etichetta errata, che riporta la dicitura dell’Igp ma come luogo di allevamento indica la Grecia. L’errore viene subito notato e postato sui social. L’azienda chiarisce con i clienti e le istituzioni coinvolte e, in teoria, la faccenda sarebbe chiusa qui. Ma la foto dell’etichetta continua a girare, arricchendosi ogni volta di qualche nuovo e falso particolare. In settimana viene riproposta anche sul ‘serissimo’ LinkedIn, con tanto di commenti sui ‘poteri forti’ e il consumatore ingannato. Tanto da spingere Rossana Pastore, direttrice della comunicazione di Carrefour Italia, ad un cortese ma fermo intervento nella discussione.

Gentile xxx, in merito al suo post, posso assicurarle a nome di Carrefour Italia che si è trattato di un errore di etichettatura verificatosi in un punto vendita un anno fa, già inconfutabilmente chiarito anche nei confronti del Consorzio dell’Agnello di Sardegna dimostrando ufficialmente che il lotto era stato comprato in Sardegna, ma che l’etichetta sbagliata era stata generata da un errore umano dell’operatore della macelleria nel digitare il codice di tracciabilità. Tuttavia, in questo post, l’etichetta è stata riproposta in maniera contraffatta con dolo (contro ogni interesse pubblico, direi..) i cui dati sono stati evidentemente alterati inserendo anche la tracciabilità “Olanda”, che nella etichetta originale non compariva. Le assicuro che, di fronte a casi come questi, intendiamo perseguire anche per vie legali, una volta appurate le responsabilità, chiunque cerchi di danneggiare l’immagine di correttezza dell’azienda e dei suoi collaboratori, oltre a recare un danno ai clienti. Mi permetta infine di precisare che la trasparenza e la tracciabilità dei propri prodotti rappresentano per noi di Carrefour Italia, due tra le fondamenta della nostra strategia basata sulla Transizione Alimentare per tutti. 

(Rosanna Pastore, direttrice comunicazione Carrefour Italia)

Gasbarrino e l’on line: “Ti ammazza senza accorgertene, come il monossido di azoto”

In un commento su LinkedIn, Mario Gasbarrino, amministratore delegato di Decò Italia, torna sul tema dell’online senza mezzi termini, come suo costume. Riflessioni che l’ad propone già dai tempi in cui dirigeva Unes, ma che acquistano sempre maggiore, talvolta drammatica, evidenza.

Il post di Mario Gasbarrino su LinkedIn

Siamo nel pieno di un cambiamento epocale di cui ancora molti non se ne stanno rendendo conto! Online rompe il paradigma che un cliente per compare un bene deve recarsi fisicamente in un posto. A poco a poco, senza clamore (online è come il monossido di azoto, t’ammazza senza accorgertene) abbiamo iniziato e vedremo interi settori sotto attacco ed i più deboli di questi settori saranno i primi ad essere mangiati. I negozi fisici non spariranno ma ce ne saranno di meno (perché una parte di merce arriverà direttamente a casa) e dovranno cambiare, diventando sempre più omnicanale e monomarca. Questo è lo scenario, ognuno di noi dovrà scegliere come affrontare questo cambiamento e che ruolo giocare.

(Mario Gasbarrino, ad di Decò Italia)

Il mercato dei punti Fidaty

Ormai lo sanno anche i sassi: i punti Fidaty stanno per scadere. C’è tempo fino al 21 marzo per raccoglierli e fino all’11 aprile per utilizzarli. Ogni volta che accade, ormai da anni, scatta la compravendita fra parenti per raccogliere tutti i punti fragola su una sola carta e puntare ai premi più consistenti del ricco catalogo Esselunga. Ma con i social la faccenda è diventata più professionale e in alcune pagine Facebook, a cominciare da quelle di diversi quartieri milanesi, è scattata addirittura la compravendita dei punti. C’è chi ne cerca una precisa quantità e chi mette in vendita quelli che ha. La base d’asta è rappresentata dal loro valore: 3mila punti possono essere convertiti, al momento di pagare, in un buono sconto da 29 euro. Ma a quanto arriveranno, le quotazioni, quando ci si avvicinerà alla scadenza dei punti?

L’hamburger ‘ignorante’ del sottosegretario Centinaio

Giornate non facili, senza dubbio, quelle che hanno portato alla scelta di viceministri e sottosegretari. Lo si capisce anche dal post su Facebook del nuovo sottosegretario all’Agricoltura, Gian Marco Centinaio, all’indomani della nomina: “Si lo so, non è 100% made in Italy, non è sano, non è vegano, mi fa ingrassare etc etc. Ma oggi dovevo “staccare la spina”.

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