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Export lattiero caseario in sofferenza: perso il 4% a valore

Nei primi nove mesi del 2020 l’export caseario è cresciuto dello 0,6%. Ma il risultato di sostanziale stabilità dei volumi è accompagnato da un dato negativo a valore (-4%). A causare la flessione sono soprattutto le quotazioni dei formaggi a lunga stagionatura. Pesano i dazi Usa, ovviamente, ma anche il complessivo rallentamento dei mercati esteri e la sofferenza globale del canale Horeca. Le peggiori performance, a conferma dell’incidenza del fattore Usa, sono Asiago (-16,2%) e pecorino (-23,2%). Il dato riguarda anche Grana Padano e Parmigiano Reggiano. I due grana Dop hanno lasciato sul terreno ben l’8,4% del valore, che si accompagna al -0,4% dei volumi. Quanto ai paesi di destinazione, l’analisi di Assolatte mostra una tenuta della Ue, che cresce del 3,1% a volume e, viceversa, il crollo degli Usa, che raggiugne il -24,6%. Male anche il Giappone (-4,8%). A soffrire in modo particolare sono quindi gli operatori, e i prodotti, particolarmente attivi sul mercato americano e su quello giapponese, entrambi in sofferenza anche per i dazi, e tutte le realtà che hanno nel food service il loro canale privilegiato.

“L’elezione di Biden negli Usa è una buona premessa per risolvere il contenzioso con la Ue sui dazi incrociati. In generale, bisognerà mettersi l’elmetto e girare le fiere di tutto il mondo, specie nei Paesi dove abbiamo perso posizioni”, ha commentato il presidente di Assolatte, Paolo Zanetti, in una intervista rilasciata a Italia Oggi.

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