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La ripartenza? Tutte storie, purché siano autentiche

Qual è l’elemento fondamentale per la ripartenza? Prima ancora del Mes, delle misure economiche o del vaccino, ce n’è uno più immateriale eppure necessario per qualsiasi relazione, anche quella tra un brand e il suo consumatore: le parole. Se già prima del lockdown il tema della narrazione era diventato centrale nella comunicazione d’impresa, oggi è sempre più decisivo.

I consumatori non sono più alla ricerca di prodotti, ma di storie autentiche, patrimoni narrativi, identità nelle quali riconoscersi. La ripresa ha bisogno di parole, delle parole giuste per raccontare sé stessi, i propri valori e la propria storia.

Ma, sopratutto, ha bisogno di una narrazione d’impresa che sia autentica, di una comunicazione che incontri le persone, che si tratti del consumatore finale o del buyer di una importante catena internazionale.

Persone, parole, relazioni.

E’ questa la nuova equazione del business ed è questa la strada da percorrere per imboccare la direzione della ripresa, provando a fare tesoro del cambiamento nei paradigmi comunicativi che questa crisi ha inevitabilmente portato. Sempre più questo passerà dal digitale, sempre più richiederà competenza, capacità di racconto e investimenti.

Perché, come acutamente osservava Henry Ford: “Chi smette di fare pubblicità per risparmiare soldi è come se fermasse l’orologio per risparmiare il tempo”.

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